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| Italian Riveduta 1927 Bible | ||
| Chapter # | Verse # | Verse Detail |
| 1 | 1 | Principio dell’evangelo di Gesù Cristo, Figliuolo di Dio. |
| 1 | 2 | Secondo ch’egli è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via… |
| 1 | 3 | V’è una voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri, |
| 1 | 4 | apparve Giovanni il Battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati. |
| 1 | 5 | E tutto il paese della Giudea e tutti quei di Gerusalemme accorrevano a lui; ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. |
| 1 | 6 | Or Giovanni era vestito di pel di cammello, con una cintura di cuoio intorno ai fianchi, e si nutriva di locuste e di miele selvatico. |
| 1 | 7 | E predicava, dicendo: Dopo di me vien colui che è più forte di me; al quale io non son degno di chinarmi a sciogliere il legaccio dei calzari. |
| 1 | 8 | Io vi ho battezzati con acqua, ma lui vi battezzerà con lo Spirito Santo. |
| 1 | 9 | Ed avvenne in que’ giorni che Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. |
| 1 | 10 | E ad un tratto, com’egli saliva fuori dell’acqua, vide fendersi i cieli, e lo Spirito scendere su di lui in somiglianza di colomba. |
| 1 | 11 | E una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto. |
| 1 | 12 | E subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto; |
| 1 | 13 | e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana; e stava tra le fiere e gli angeli lo servivano. |
| 1 | 14 | Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo: |
| 1 | 15 | Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo. |
| 1 | 16 | Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. E Gesù disse loro: |
| 1 | 17 | Seguitemi, ed io farò di voi dei pescatori d’uomini. |
| 1 | 18 | Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. |
| 1 | 19 | Poi, spintosi un po’ più oltre, vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che anch’essi in barca rassettavano le reti; |
| 1 | 20 | e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se n’andarono dietro a lui. |
| 1 | 21 | E vennero in Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. |
| 1 | 22 | E la gente stupiva della sua dottrina, perch’egli li ammaestrava come avente autorità e non come gli scribi. |
| 1 | 23 | In quel mentre, si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: |
| 1 | 24 | Che v’è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Se’ tu venuto per perderci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio! |
| 1 | 25 | E Gesù lo sgridò, dicendo: Ammutolisci ed esci da costui! |
| 1 | 26 | E lo spirito immondo, straziatolo e gridando forte, uscì da lui. |
| 1 | 27 | E tutti sbigottirono talché si domandavano fra loro: Che cos’è mai questo? E’ una dottrina nuova! Egli comanda con autorità perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono! |
| 1 | 28 | E la sua fama si divulgò subito per ogni dove, in tutta al circostante contrada della Galilea. |
| 1 | 29 | Ed appena usciti dalla sinagoga, vennero con Giacomo e Giovanni in casa di Simone e d’Andrea. |
| 1 | 30 | Or la suocera di Simone era a letto con la febbre; ed essi subito gliene parlarono; |
| 1 | 31 | ed egli, accostatosi, la prese per la mano e la fece levare; e la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli. |
| 1 | 32 | Poi, fattosi sera, quando il sole fu tramontato, gli menarono tutti i malati e gl’indemoniati. |
| 1 | 33 | E tutta la città era raunata all’uscio. |
| 1 | 34 | Ed egli ne guarì molti che soffrivan di diverse malattie, e cacciò molti demoni; e non permetteva ai demoni di parlare; poiché sapevano chi egli era. |
| 1 | 35 | Poi, la mattina, essendo ancora molto buio, Gesù, levatosi, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e quivi pregava. |
| 1 | 36 | Simone e quelli ch’eran con lui gli tennero dietro; |
| 1 | 37 | e trovatolo, gli dissero: Tutti ti cercano. |
| 1 | 38 | Ed egli disse loro: Andiamo altrove, per i villaggi vicini, ond’io predichi anche là; poiché è per questo che io sono uscito. |
| 1 | 39 | E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e cacciando i demoni. |
| 1 | 40 | E un lebbroso venne a lui e buttandosi in ginocchio lo pregò dicendo: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi! |
| 1 | 41 | E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato! |
| 1 | 42 | E subito la lebbra sparì da lui, e fu mondato. |
| 1 | 43 | E Gesù, avendogli fatte severe ammonizioni, lo mandò subito via e gli disse: |
| 1 | 44 | Guardati dal farne parola ad alcuno; ma va’, mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; e questo serva loro di testimonianza. |
| 1 | 45 | Ma colui, appena partito, si dette a proclamare e a divulgare il fatto; di modo che Gesù non poteva più entrar palesemente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente accorreva a lui. |
| 2 | 1 | E dopo alcuni giorni, egli entrò di nuovo in Capernaum, e si seppe che era in casa; |
| 2 | 2 | e si raunò tanta gente che neppure lo spazio dinanzi alla porta la potea contenere. Ed egli annunziava loro la Parola. |
| 2 | 3 | E vennero a lui alcuni che menavano un paralitico portato da quattro. |
| 2 | 4 | E non potendolo far giungere fino a lui a motivo della calca, scoprirono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale il paralitico giaceva. |
| 2 | 5 | E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi. |
| 2 | 6 | Or alcuni degli scribi eran quivi seduti e così ragionavano in cuor loro: |
| 2 | 7 | Perché parla costui in questa maniera? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati, se non un solo, cioè Dio? |
| 2 | 8 | E Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che ragionavano così dentro di sé, disse loro: Perché fate voi cotesti ragionamenti ne’ vostri cuori? |
| 2 | 9 | Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppur dirgli: Lèvati, togli il tuo lettuccio e cammina? |
| 2 | 10 | Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati: |
| 2 | 11 | Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. |
| 2 | 12 | E colui s’alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai. |
| 2 | 13 | E Gesù uscì di nuovo verso il mare; e tutta la moltitudine andava a lui, ed egli li ammaestrava. |
| 2 | 14 | E passando, vide Levi d’Alfeo seduto al banco della gabella, e gli disse: Seguimi. Ed egli, alzatosi, lo seguì. |
| 2 | 15 | Ed avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa di lui, molti pubblicani e peccatori erano anch’essi a tavola con lui e coi suoi discepoli; poiché ve ne erano molti e lo seguivano. |
| 2 | 16 | E gli scribi d’infra i Farisei, vedutolo mangiar coi pubblicani e coi peccatori, dicevano ai suoi discepoli: Come mai mangia e beve coi pubblicani e i peccatori? |
| 2 | 17 | E Gesù, udito ciò, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar de’ giusti, ma dei peccatori. |
| 2 | 18 | Or i discepoli di Giovanni e i Farisei solevano digiunare. E vennero a Gesù e gli dissero: Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei Farisei digiunano, e i discepoli tuoi non digiunano? |
| 2 | 19 | E Gesù disse loro: Possono gli amici dello sposo digiunare, mentre lo sposo è con loro? Finché hanno con sé lo sposo, non possono digiunare. |
| 2 | 20 | Ma verranno i giorni che lo sposo sarà loro tolto; ed allora, in quei giorni, digiuneranno. |
| 2 | 21 | Niuno cuce un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; altrimenti la toppa nuova porta via del vecchio, e lo strappo si fa peggiore. |
| 2 | 22 | E niuno mette del vin nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino fa scoppiare gli otri; ma il vino nuovo va messo in otri nuovi. |
| 2 | 23 | Or avvenne che in un giorno di sabato egli passava per i seminati, e i suoi discepoli, cammin facendo, si misero a svellere delle spighe. |
| 2 | 24 | E i Farisei gli dissero: Vedi! Perché fanno di sabato quel che non è lecito? |
| 2 | 25 | Ed egli disse loro: Non avete voi mai letto quel che fece Davide, quando fu nel bisogno ed ebbe fame, egli e coloro ch’eran con lui? |
| 2 | 26 | Com’egli, sotto il sommo sacerdote Abiatar, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani di presentazione, che a nessuno è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a coloro che eran con lui? |
| 2 | 27 | Poi disse loro: Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato; |
| 2 | 28 | perciò il Figliuol dell’uomo è Signore anche del sabato. |
| 3 | 1 | Poi entrò di nuovo in una sinagoga; e quivi era un uomo che avea la mano secca. |
| 3 | 2 | E l’osservavano per vedere se lo guarirebbe in giorno di sabato, per poterlo accusare. |
| 3 | 3 | Ed egli disse all’uomo che avea la mano secca: Lèvati là nel mezzo! |
| 3 | 4 | Poi disse loro: E’ egli lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla? Ma quelli tacevano. |
| 3 | 5 | Allora Gesù, guardatili tutt’intorno con indignazione, contristato per l’induramento del cuor loro, disse all’uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana. |
| 3 | 6 | E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire. |
| 3 | 7 | Poi Gesù co’ suoi discepoli si ritirò verso il mare; e dalla Galilea gran moltitudine lo seguitò; |
| 3 | 8 | e dalla Giudea e da Gerusalemme e dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli facea, venne a lui. |
| 3 | 9 | Ed egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta a motivo della calca, che talora non l’affollasse. |
| 3 | 10 | Perché egli ne aveva guariti molti; cosicché tutti quelli che aveano qualche flagello gli si precipitavano addosso per toccarlo. |
| 3 | 11 | E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gittavano davanti a lui e gridavano: Tu sei il Figliuol di Dio! |
| 3 | 12 | Ed egli li sgridava forte, affinché non facessero conoscere chi egli era. |
| 3 | 13 | Poi Gesù salì sul monte e chiamò a sé quei ch’egli stesso volle, ed essi andarono a lui. |
| 3 | 14 | E ne costituì dodici per tenerli con sé |
| 3 | 15 | e per mandarli a predicare con la potestà di cacciare i demoni. |
| 3 | 16 | Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro; |
| 3 | 17 | e Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figliuoli del tuono; |
| 3 | 18 | e Andrea e Filippo e Bartolomeo e Matteo e Toma e Giacomo di Alfeo e Taddeo e Simone il Cananeo |
| 3 | 19 | e Giuda Iscariot quello che poi lo tradì. |
| 3 | 20 | Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo. |
| 3 | 21 | or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano: |
| 3 | 22 | E’ fuori di sé. E gli scribi, ch’eran discesi da Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub, ed è per l’aiuto del principe dei demoni, ch’ei caccia i demoni. |
| 3 | 23 | Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: Come può Satana cacciar Satana? |
| 3 | 24 | E se un regno è diviso in parti contrarie, quel regno non può durare. |
| 3 | 25 | E se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere. |
| 3 | 26 | E se Satana insorge contro se stesso ed è diviso, non può reggere, ma deve finire. |
| 3 | 27 | Ed anzi niuno può entrar nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l’uomo forte; allora soltanto gli prenderà la casa. |
| 3 | 28 | In verità io vi dico: Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; |
| 3 | 29 | ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma è reo d’un peccato eterno. |
| 3 | 30 | Or egli parlava così perché dicevano: Ha uno spirito immondo. |
| 3 | 31 | E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. |
| 3 | 32 | Una moltitudine gli stava seduta attorno, quando gli fu detto: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano. |
| 3 | 33 | Ed egli rispose loro: Chi è mia madre? e chi sono i miei fratelli? |
| 3 | 34 | E guardati in giro coloro che gli sedevano d’intorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! |
| 3 | 35 | Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre. |
| 4 | 1 | Gesù prese di nuovo ad insegnare presso il mare: e una gran moltitudine si radunò intorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi sedette stando in mare, mentre tutta la moltitudine era a terra sulla riva. |
| 4 | 2 | Ed egli insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: |
| 4 | 3 | Udite: Ecco, il seminatore uscì a seminare. |
| 4 | 4 | Ed avvenne che mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. |
| 4 | 5 | Ed un’altra cadde in un suolo roccioso ove non avea molta terra; e subito spuntò, perché non avea terreno profondo; |
| 4 | 6 | ma quando il sole si levò, fu riarsa; perché non aveva radice, si seccò. |
| 4 | 7 | Ed un’altra cadde fra le spine; e le spine crebbero e l’affogarono e non fece frutto. |
| 4 | 8 | Ed altre parti caddero nella buona terra; e portaron frutto che venne su e crebbe, e giunsero a dare qual trenta, qual sessanta e qual cento. |
| 4 | 9 | Poi disse: Chi ha orecchi da udire oda. |
| 4 | 10 | Quand’egli fu in disparte, quelli che gli stavano intorno coi dodici, lo interrogarono sulle parabole. |
| 4 | 11 | Ed egli disse loro: A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che son di fuori, tutto è presentato per via di parabole, affinché: |
| 4 | 12 | vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non intendano; che talora non si convertano, e i peccati non siano loro rimessi. |
| 4 | 13 | Poi disse loro: Non intendete voi questa parabola? E come intenderete voi tutte le parabole? |
| 4 | 14 | Il seminatore semina la Parola. |
| 4 | 15 | Quelli che sono lungo la strada, sono coloro nei quali è seminata la Parola; e quando l’hanno udita, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. |
| 4 | 16 | E parimente quelli che ricevono la semenza in luoghi rocciosi sono coloro che, quando hanno udito la Parola, la ricevono subito con allegrezza; |
| 4 | 17 | e non hanno in sé radice ma son di corta durata; e poi, quando venga tribolazione o persecuzione a cagion della Parola, son subito scandalizzati. |
| 4 | 18 | Ed altri sono quelli che ricevono la semenza fra le spine; cioè coloro che hanno udita la Parola; |
| 4 | 19 | poi le cure mondane e l’inganno delle ricchezze e le cupidigie delle altre cose, penetrati in loro, affogano la Parola, e così riesce infruttuosa. |
| 4 | 20 | Quelli poi che hanno ricevuto il seme in buona terra, sono coloro che odono la Parola e l’accolgono e fruttano qual trenta, qual sessanta e qual cento. |
| 4 | 21 | Poi diceva ancora: Si reca forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non è ella recata per esser messa sul candeliere? |
| 4 | 22 | Poiché non v’è nulla che sia nascosto se non in vista d’esser manifestato; e nulla è stato tenuto segreto, se non per esser messo in luce. |
| 4 | 23 | Se uno ha orecchi da udire oda. |
| 4 | 24 | Diceva loro ancora: Ponete mente a ciò che voi udite. Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi; e a voi sarà data anche la giunta; |
| 4 | 25 | poiché a chi ha sarà dato, e a chi non ha, anche quello che ha gli sarà tolto. |
| 4 | 26 | Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, |
| 4 | 27 | e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora. |
| 4 | 28 | La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l’erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. |
| 4 | 29 | E quando il frutto è maturo, subito e’ vi mette la falce perché la mietitura è venuta. |
| 4 | 30 | Diceva ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio, o con qual parabola lo rappresenteremo? |
| 4 | 31 | Esso è simile ad un granello di senapa, il quale, quando lo si semina in terra, è il più piccolo di tutti i semi che son sulla terra; |
| 4 | 32 | ma quando è seminato, cresce e diventa maggiore di tutti i legumi; e fa de’ rami tanto grandi, che all’ombra sua possono ripararsi gli uccelli del cielo. |
| 4 | 33 | E con molte cosiffatte parabole esponeva loro la Parola, secondo che potevano intendere; |
| 4 | 34 | e non parlava loro senza una parabola; ma in privato spiegava ogni cosa ai suoi discepoli. |
| 4 | 35 | In quel medesimo giorno, fattosi sera, Gesù disse loro: Passiamo all’altra riva. |
| 4 | 36 | E i discepoli, licenziata la moltitudine, lo presero, così com’era, nella barca. E vi erano delle altre barche con lui. |
| 4 | 37 | Ed ecco levarsi un gran turbine di vento che cacciava le onde nella barca, talché ella già si riempiva. |
| 4 | 38 | Or egli stava a poppa, dormendo sul guanciale. I discepoli lo destano e gli dicono: Maestro, non ti curi tu che noi periamo? |
| 4 | 39 | Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia. |
| 4 | 40 | Ed egli disse loro: Perché siete così paurosi? Come mai non avete voi fede? |
| 4 | 41 | Ed essi furon presi da gran timore e si dicevano gli uni agli altri: Chi è dunque costui, che anche il vento ed il mare gli obbediscono? |
| 5 | 1 | E giunsero all’altra riva del mare nel paese de’ Geraseni. |
| 5 | 2 | E come Gesù fu smontato dalla barca, subito gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, |
| 5 | 3 | il quale nei sepolcri avea la sua dimora; e neppure con una catena poteva più alcuno tenerlo legato; |
| 5 | 4 | poiché spesso era stato legato con ceppi e catene; e le catene erano state da lui rotte, ed i ceppi spezzati, e niuno avea forza da domarlo. |
| 5 | 5 | E di continuo, notte e giorno, fra i sepolcri e su per i monti, andava urlando e percotendosi con delle pietre. |
| 5 | 6 | Or quand’ebbe veduto Gesù da lontano, corse e gli si prostrò dinanzi; |
| 5 | 7 | e dato un gran grido, disse: Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi; |
| 5 | 8 | perché Gesù gli diceva: Spirito immondo, esci da quest’uomo! |
| 5 | 9 | E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Il mio nome è Legione perché siamo molti. |
| 5 | 10 | E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese. |
| 5 | 11 | Or quivi pel monte stava a pascolare un gran branco di porci. |
| 5 | 12 | E gli spiriti lo pregarono dicendo: Mandaci ne’ porci, perché entriamo in essi. |
| 5 | 13 | Ed egli lo permise loro. E gli spiriti immondi, usciti, entrarono ne’ porci, ed il branco si avventò giù a precipizio nel mare. |
| 5 | 14 | Eran circa duemila ed affogarono nel mare. E quelli che li pasturavano fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna; e la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. |
| 5 | 15 | E vennero a Gesù, e videro l’indemoniato seduto, vestito ed in buon senno, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono. |
| 5 | 16 | E quelli che aveano visto, raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto de’ porci. |
| 5 | 17 | Ed essi presero a pregar Gesù che se ne andasse dai loro confini, |
| 5 | 18 | E come egli montava nella barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. |
| 5 | 19 | E Gesù non glielo permise, ma gli disse: Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatto, e come egli ha avuto pietà di te. |
| 5 | 20 | E quello se ne andò e cominciò a pubblicare per la Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatto per lui. E tutti si maravigliarono. |
| 5 | 21 | Ed essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, una gran moltitudine si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare. |
| 5 | 22 | Ed ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si getta ai piedi |
| 5 | 23 | e lo prega istantemente, dicendo: La mia figliuola è agli estremi. Vieni a metter sopra lei le mani, affinché sia salva e viva. |
| 5 | 24 | E Gesù andò con lui, e gran moltitudine lo seguiva e l’affollava. |
| 5 | 25 | Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni, |
| 5 | 26 | e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, |
| 5 | 27 | avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva: |
| 5 | 28 | Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva. |
| 5 | 29 | E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello. |
| 5 | 30 | E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti? |
| 5 | 31 | E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato? |
| 5 | 32 | Ed egli guardava attorno per vedere colei che avea ciò fatto. |
| 5 | 33 | Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità. |
| 5 | 34 | Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello. |
| 5 | 35 | Mentr’egli parlava ancora, ecco arrivar gente da casa del capo della sinagoga, che gli dice: La tua figliuola è morta; perché incomodare più oltre il Maestro? |
| 5 | 36 | Ma Gesù, inteso quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: Non temere; solo abbi fede! |
| 5 | 37 | E non permise ad alcuno di accompagnarlo, salvo che a Pietro, a Giacomo e a Giovanni, fratello di Giacomo. |
| 5 | 38 | E giungono a casa del capo della sinagoga; ed egli vede del tumulto e gente che piange ed urla forte. |
| 5 | 39 | Ed entrato, dice loro: Perché fate tanto strepito e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme. |
| 5 | 40 | E si ridevano di lui. Ma egli, messili tutti fuori, prende seco il padre la madre della fanciulla e quelli che eran con lui, ed entra là dove era la fanciulla. |
| 5 | 41 | E presala per la mano le dice: Talithà cumì! che interpretato vuole dire: Giovinetta, io tel dico, lèvati! |
| 5 | 42 | E tosto la giovinetta s’alzò e camminava, perché avea dodici anni. E furono subito presi da grande stupore; |
| 5 | 43 | ed egli comandò loro molto strettamente che non lo risapesse alcuno: e disse loro che le fosse dato da mangiare. |
| 6 | 1 | Poi si partì di là e venne nel suo paese e i suoi discepoli lo seguitarono. |
| 6 | 2 | E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli è data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua? |
| 6 | 3 | Non è costui il falegname, il figliuol di Maria, e il fratello di Giacomo e di Giosè, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi? E si scandalizzavano di lui. |
| 6 | 4 | Ma Gesù diceva loro: Niun profeta è sprezzato se non nella sua patria e tra i suoi parenti e in casa sua. |
| 6 | 5 | E non poté far quivi alcun’opera potente, salvo che, imposte le mani ad alcuni pochi infermi, li guarì. |
| 6 | 6 | E si maravigliava della loro incredulità. E andava attorno per i villaggi circostanti, insegnando. |
| 6 | 7 | Poi chiamò a sé i dodici e cominciò a mandarli a due a due; e dette loro potestà sugli spiriti immondi. |
| 6 | 8 | E comandò loro di non prender nulla per viaggio, se non un bastone soltanto; non pane, non sacca, non danaro nella cintura: |
| 6 | 9 | ma di calzarsi di sandali e di non portar tunica di ricambio. |
| 6 | 10 | E diceva loro: Dovunque sarete entrati in una casa, trattenetevi quivi, finché non ve ne andiate di là; |
| 6 | 11 | e se in qualche luogo non vi ricevono né v’ascoltano, andandovene di là, scotetevi la polvere di sotto ai piedi; e ciò serva loro di testimonianza. |
| 6 | 12 | E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse; |
| 6 | 13 | cacciavano molti demoni, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano. |
| 6 | 14 | Ora il re Erode udì parlar di Gesù (ché la sua rinomanza s’era sparsa), e diceva: Giovanni Battista è risuscitato dai morti; ed è per questo che agiscono in lui le potenze miracolose. |
| 6 | 15 | Altri invece dicevano: E’ Elia! Ed altri: E’ un profeta come quelli di una volta. |
| 6 | 16 | Ma Erode, udito ciò, diceva: Quel Giovanni ch’io ho fatto decapitare, è lui che è risuscitato! |
| 6 | 17 | Poiché esso Erode avea fatto arrestare Giovanni e l’avea fatto incatenare in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello, ch’egli, Erode, avea sposata. |
| 6 | 18 | Giovanni infatti gli diceva: E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello! |
| 6 | 19 | Ed Erodiada gli serbava rancore e bramava di farlo morire, ma non poteva; |
| 6 | 20 | perché Erode avea soggezione di Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo proteggeva; dopo averlo udito era molto perplesso, e l’ascoltava volentieri. |
| 6 | 21 | Ma venuto un giorno opportuno che Erode, nel suo natalizio, fece un convito ai grandi della sua corte, ai capitani ad ai primi della Galilea, |
| 6 | 22 | la figliuola della stessa Erodiada, essendo entrata, ballò e piacque ad Erode ed ai commensali. E il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò. |
| 6 | 23 | E le giurò: Ti darò quel che mi chiederai; fin la metà del mio regno. |
| 6 | 24 | Costei, uscita, domandò a sua madre: Che chiederò? E quella le disse: La testa di Giovanni Battista. |
| 6 | 25 | E rientrata subito frettolosamente dal re, gli fece così la domanda: Voglio che sul momento tu mi dia in un piatto la testa di Giovanni Battista. |
| 6 | 26 | Il re ne fu grandemente attristato; ma a motivo de’ giuramenti fatti e dei commensali, non volle dirle di no; |
| 6 | 27 | e mandò subito una guardia con l’ordine di portargli la testa di lui. |
| 6 | 28 | E quegli andò, lo decapitò nella prigione, e ne portò la testa in un piatto, e la dette alla fanciulla, e la fanciulla la dette a sua madre. |
| 6 | 29 | I discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro. |
| 6 | 30 | Or gli apostoli, essendosi raccolti presso Gesù gli riferirono tutto quello che avean fatto e insegnato. |
| 6 | 31 | Ed egli disse loro: Venitevene ora in disparte, in luogo solitario, e riposatevi un po’. Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non aveano neppur tempo di mangiare. |
| 6 | 32 | Partirono dunque nella barca per andare in un luogo solitario in disparte. |
| 6 | 33 | E molti li videro partire e li riconobbero; e da tutte le città accorsero là a piedi e vi giunsero prima di loro. |
| 6 | 34 | E come Gesù fu sbarcato, vide una gran moltitudine e n’ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise ad insegnar loro molte cose. |
| 6 | 35 | Ed essendo già tardi, i discepoli gli s’accostarono e gli dissero: Questo luogo è deserto ed è già tardi; |
| 6 | 36 | licenziali, affinché vadano per le campagne e per i villaggi d’intorno a comprarsi qualcosa da mangiare. |
| 6 | 37 | Ma egli rispose loro: Date lor voi da mangiare. Ed essi a lui: Andremo noi a comprare per dugento danari di pane e daremo loro da mangiare? |
| 6 | 38 | Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? andate a vedere. Ed essi, accertatisi, risposero: Cinque, e due pesci. |
| 6 | 39 | Allora egli comandò loro di farli accomodar tutti a brigate sull’erba verde; |
| 6 | 40 | e si assisero per gruppi di cento e di cinquanta. |
| 6 | 41 | Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, e levati gli occhi al cielo, benedisse e spezzò i pani, e li dava ai discepoli, affinché li mettessero dinanzi alla gente; e i due pesci spartì pure fra tutti. |
| 6 | 42 | E tutti mangiarono e furon sazi; |
| 6 | 43 | e si portaron via dodici ceste piene di pezzi di pane, ed anche i resti dei pesci. |
| 6 | 44 | E quelli che avean mangiato i pani erano cinquemila uomini. |
| 6 | 45 | Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca e a precederlo sull’altra riva, verso Betsaida, mentre egli licenzierebbe la moltitudine. |
| 6 | 46 | E preso commiato, se ne andò sul monte a pregare. |
| 6 | 47 | E fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra. |
| 6 | 48 | E vedendoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte, andò alla loro volta, camminando sul mare; e voleva oltrepassarli; |
| 6 | 49 | ma essi, vedutolo camminar sul mare, pensarono che fosse un fantasma e si dettero a gridare; |
| 6 | 50 | perché tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: State di buon cuore, son io; non temete! |
| 6 | 51 | E montò nella barca con loro, e il vento s’acquetò; ed essi più che mai sbigottirono in loro stessi, |
| 6 | 52 | perché non avean capito il fatto de’ pani, anzi il cuor loro era indurito. |
| 6 | 53 | Passati all’altra riva, vennero a Gennesaret e vi presero terra. |
| 6 | 54 | E come furono sbarcati, subito la gente, riconosciutolo, |
| 6 | 55 | corse per tutto il paese e cominciarono a portare qua e là i malati sui loro lettucci, dovunque sentivano dire ch’egli si trovasse. |
| 6 | 56 | E da per tutto dov’egli entrava, ne’ villaggi, nelle città, e nelle campagne, posavano gl’infermi per le piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare non foss’altro che il lembo del suo vestito. E tutti quelli che lo toccavano, erano guariti. |
| 7 | 1 | Allora si radunarono presso di lui i Farisei ed alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. |
| 7 | 2 | E videro che alcuni de’ suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate. |
| 7 | 3 | Poiché i Farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono con gran cura lavate le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi; |
| 7 | 4 | e quando tornano dalla piazza non mangiano se non si sono purificati con delle aspersioni. E vi sono molto altre cose che ritengono per tradizione: lavature di calici, d’orciuoli e di vasi di rame. |
| 7 | 5 | E i Farisei e gli scribi domandarono: Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure? |
| 7 | 6 | Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. |
| 7 | 7 | Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini. |
| 7 | 8 | Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. |
| 7 | 9 | E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! |
| 7 | 10 | Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre, sia punito di morte; |
| 7 | 11 | voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban (vale a dire, offerta a Dio), |
| 7 | 12 | non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; |
| 7 | 13 | annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante! |
| 7 | 14 | Poi, chiamata a sé di nuovo la moltitudine, diceva loro: Ascoltatemi tutti ed intendete: |
| 7 | 15 | Non v’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma son le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. |
| 7 | 16 | Se uno ha orecchi da udire oda. |
| 7 | 17 | E quando, lasciata la moltitudine, fu entrato in casa, i suoi discepoli lo interrogarono intorno alla parabola. |
| 7 | 18 | Ed egli disse loro: Siete anche voi così privi d’intendimento? Non capite voi che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, |
| 7 | 19 | perché gli entra non nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina? Così dicendo, dichiarava pure puri tutti quanti i cibi. |
| 7 | 20 | Diceva inoltre: E’ quel che esce dall’uomo che contamina l’uomo; |
| 7 | 21 | poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, |
| 7 | 22 | adulteri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. |
| 7 | 23 | Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo. |
| 7 | 24 | Poi, partitosi di là, se ne andò vero i confini di Tiro. Ed entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse; ma non poté restar nascosto, |
| 7 | 25 | ché anzi, subito, una donna la cui figliuolina aveva uno spirito immondo, avendo udito parlar di lui, venne e gli si gettò ai piedi. |
| 7 | 26 | Quella donna era pagana, di nazione sirofenicia, e lo pregava di cacciare il demonio dalla sua figliuola. |
| 7 | 27 | Ma Gesù le disse: Lascia che prima siano saziati i figliuoli; ché non è bene prendere il pane dei figliuoli per buttarlo a’ cagnolini. |
| 7 | 28 | Ma ella rispose: Dici bene, Signore; e i cagnolini, sotto la tavola, mangiano de’ minuzzoli dei figliuoli. |
| 7 | 29 | E Gesù le disse: Per cotesta parola, va’; il demonio è uscito dalla tua figliuola. |
| 7 | 30 | E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei. |
| 7 | 31 | Partitosi di nuovo dai confini di Tiro, Gesù, passando per Sidone, tornò verso il mar di Galilea traversano il territorio della Decapoli. |
| 7 | 32 | E gli menarono un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gl’imponesse la mano. |
| 7 | 33 | Ed egli, trattolo in disparte fuor dalla folla, gli mise le dite negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; |
| 7 | 34 | poi, levati gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: Effathà! che vuol dire: Apriti! |
| 7 | 35 | E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse lo scilinguagnolo e parlava bene. |
| 7 | 36 | E Gesù ordinò loro di non parlarne ad alcuno; ma lo più lo divietava loro e più lo divulgavano; |
| 7 | 37 | e stupivano oltremodo, dicendo: Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i mutoli li fa parlare. |
| 8 | 1 | In que’ giorni, essendo di nuovo la folla grandissima, e non avendo ella da mangiare, Gesù, chiamati a sé i discepoli, disse loro: |
| 8 | 2 | Io ho pietà di questa moltitudine; poiché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. |
| 8 | 3 | E se li rimando a casa digiuni, verranno meno per via; e ve n’hanno alcuni che son venuti da lontano. |
| 8 | 4 | E i suoi discepoli gli risposero: Come si potrebbe mai saziarli di pane qui, in un deserto? |
| 8 | 5 | Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? Essi dissero: Sette. |
| 8 | 6 | Ed egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra; e prese i sette pani, dopo aver rese grazie, li spezzò e diede ai discepoli perché li ponessero dinanzi alla folla; ed essi li posero. |
| 8 | 7 | Avevano anche alcuni pochi pescetti ed egli, fatta la benedizione, comandò di porre anche quelli dinanzi a loro. |
| 8 | 8 | E mangiarono e furono saziati; e de’ pezzi avanzati si levarono sette panieri. |
| 8 | 9 | Or erano circa quattromila persone. Poi Gesù li licenziò; |
| 8 | 10 | e subito, montato nella barca co’ suoi discepoli, andò dalle parti di Dalmanuta. |
| 8 | 11 | E i Farisei si recarono colà e si misero a disputar con lui, chiedendogli, per metterlo alla prova, un segno dal cielo. |
| 8 | 12 | Ma egli, dopo aver sospirato nel suo spirito, disse: Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: Non sarà dato alcun segno a questa generazione. |
| 8 | 13 | E lasciatili, montò di nuovo nella barca e passò all’altra riva. |
| 8 | 14 | Or i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani, e non avevano seco nella barca che un pane solo. |
| 8 | 15 | Ed egli dava loro de’ precetti dicendo: Badate, guardatevi dal lievito de’ Farisei e dal lievito d’Erode! |
| 8 | 16 | Ed essi si dicevano gli uni agli altri: Egli è perché non abbiam pane. |
| 8 | 17 | E Gesù, accortosene, disse loro: Perché ragionate voi del non aver pane? Non riflettete e non capite voi ancora? Avete il cuore indurito? |
| 8 | 18 | Avendo occhi non vedete? e avendo orecchie non udite? e non avete memoria alcuna? |
| 8 | 19 | Quand’io spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi levaste? Essi dissero: Dodici. |
| 8 | 20 | E quando spezzai i sette pani per i quattromila, quanti panieri pieni levaste? |
| 8 | 21 | Ed essi risposero: Sette. E diceva loro: Non capite ancora? |
| 8 | 22 | E vennero in Betsaida; e gli fu menato un cieco, e lo pregarono che lo toccasse. |
| 8 | 23 | Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor dal villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò: |
| 8 | 24 | Vedi tu qualche cosa? Ed egli, levati gli occhi, disse: Scorgo gli uomini, perché li vedo camminare, e mi paion alberi. |
| 8 | 25 | Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli riguardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente. |
| 8 | 26 | E Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: Non entrar neppure nel villaggio. |
| 8 | 27 | Poi Gesù, co’ suoi discepoli, se ne andò verso le borgate di Cesare di Filippo; e cammin facendo domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente ch’io sia? |
| 8 | 28 | Ed essi risposero: Gli uni, Giovanni Battista: altri, Elia; ed altri, uno de’ profeti. |
| 8 | 29 | Ed egli domandò loro: E voi, chi dite ch’io sia? E Pietro rispose: Tu sei il Cristo. |
| 8 | 30 | Ed egli vietò loro severamente di dir ciò di lui ad alcuno. |
| 8 | 31 | Poi cominciò ad insegnar loro ch’era necessario che il Figliuol dell’uomo soffrisse molte cose, e fosse reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e fosse ucciso, e in capo a tre giorni risuscitasse. |
| 8 | 32 | E diceva queste cose apertamente. E Pietro, trattolo da parte, prese a rimproverarlo. |
| 8 | 33 | Ma egli, rivoltosi e guardati i suoi discepoli, rimproverò Pietro dicendo: Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini. |
| 8 | 34 | E chiamata a sé la folla coi suoi discepoli, disse loro: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua. |
| 8 | 35 | Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor di me e del Vangelo, la salverà. |
| 8 | 36 | E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? |
| 8 | 37 | E infatti, che darebbe l’uomo in cambio dell’anima sua? |
| 8 | 38 | Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli. |
| 9 | 1 | E diceva loro: In verità io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian visto il regno di Dio venuto con potenza. |
| 9 | 2 | Sei giorni dopo, Gesù prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte. |
| 9 | 3 | E fu trasfigurato in presenza loro; e i suoi vestiti divennero sfolgoranti, candidissimi, di un tal candore che niun lavator di panni sulla terra può dare. |
| 9 | 4 | Ed apparve loro Elia con Mosè, i quali stavano conversando con Gesù. |
| 9 | 5 | E Pietro rivoltosi a Gesù: Maestro, disse, egli è bene che stiamo qui; facciamo tre tende; una per te, una per Mosè ed una per Elia. |
| 9 | 6 | Poiché non sapeva che cosa dire, perché erano stati presi da spavento. |
| 9 | 7 | E venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e dalla nuvola una voce: Questo è il mio diletto figliuolo; ascoltatelo. |
| 9 | 8 | E ad un tratto, guardatisi attorno, non videro più alcuno con loro, se non Gesù solo. |
| 9 | 9 | Or come scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare ad alcuno le cose che aveano vedute, se non quando il Figliuol dell’uomo sarebbe risuscitato dai morti. |
| 9 | 10 | Ed essi tennero in sé la cosa, domandandosi fra loro che cosa fosse quel risuscitare dai morti. |
| 9 | 11 | Poi gli chiesero: Perché dicono gli scribi che prima deve venir Elia? |
| 9 | 12 | Ed egli disse loro: Elia deve venir prima e ristabilire ogni cosa; e come mai è egli scritto del Figliuol dell’uomo che egli ha da patir molte cose e da essere sprezzato? |
| 9 | 13 | Ma io vi dico che Elia è già venuto, ed anche gli hanno fatto quello che hanno voluto, com’è scritto di lui. |
| 9 | 14 | E venuti ai discepoli, videro intorno a loro una gran folla, e degli scribi che discutevan con loro. |
| 9 | 15 | E subito tutta la folla, veduto Gesù, sbigottì e accorse a salutarlo. |
| 9 | 16 | Ed egli domandò loro: Di che discutete voi con loro? |
| 9 | 17 | E uno della folla gli rispose: Maestro, io t’ho menato il mio figliuolo che ha uno spirito mutolo; |
| 9 | 18 | e dovunque esso lo prende, lo atterra; ed egli schiuma, stride dei denti e rimane stecchito. Ho detto a’ tuoi discepoli che lo cacciassero, ma non hanno potuto. |
| 9 | 19 | E Gesù, rispondendo, disse loro: O generazione incredula! Fino a quando sarò io con voi? Fino a quando vi sopporterò? Menatemelo. |
| 9 | 20 | E glielo menarono; e come vide Gesù, subito lo spirito lo torse in convulsione; e caduto in terra, si rotolava schiumando. E Gesù domandò al padre: |
| 9 | 21 | Da quanto tempo gli avviene questo? Ed egli disse: |
| 9 | 22 | Dalla sua infanzia e spesse volte l’ha gettato anche nel fuoco e nell’acqua per farlo perire; ma tu, se ci puoi qualcosa, abbi pietà di noi ed aiutaci. |
| 9 | 23 | E Gesù: Dici: Se puoi?! Ogni cosa è possibile a chi crede. |
| 9 | 24 | E subito il padre del fanciullo esclamò: Io credo; sovvieni alla mia incredulità. |
| 9 | 25 | E Gesù, vedendo che la folla accorreva, sgridò lo spirito immondo, dicendogli: Spirito muto e sordo, io tel comando, esci da lui e non entrar più in lui. |
| 9 | 26 | E lo spirito, gridando e straziandolo forte, uscì; e il fanciullo rimase come morto; talché quasi tutti dicevano: E’ morto. |
| 9 | 27 | Ma Gesù lo sollevò, ed egli si rizzò in piè. |
| 9 | 28 | E quando Gesù fu entrato in casa, i suoi discepoli gli domandarono in privato: Perché non abbiam potuto cacciarlo noi? |
| 9 | 29 | Ed egli disse loro: Cotesta specie di spiriti non si può far uscir in altro modo che con la preghiera. |
| 9 | 30 | Poi, essendosi partiti di là, traversarono la Galilea; e Gesù non voleva che alcuno lo sapesse. |
| 9 | 31 | Poich’egli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; e tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà. |
| 9 | 32 | Ma essi non intendevano il suo dire e temevano d’interrogarlo. |
| 9 | 33 | E vennero a Capernaum; e quand’egli fu in casa, domandò loro: Di che discorrevate per via? |
| 9 | 34 | Ed essi tacevano, perché per via aveano questionato fra loro chi fosse il maggiore. |
| 9 | 35 | Ed egli postosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, dovrà essere l’ultimo di tutti e il servitor di tutti. |
| 9 | 36 | E preso un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro; e recatoselo in braccio, disse a loro: |
| 9 | 37 | Chiunque riceve uno di tali piccoli fanciulli nel nome mio, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato. |
| 9 | 38 | Giovanni gli disse: Maestro, noi abbiam veduto uno che cacciava i demoni nel nome tuo, il quale non ci seguita; e glielo abbiam vietato perché non ci seguitava. |
| 9 | 39 | E Gesù disse: Non glielo vietate, poiché non v’è alcuno che faccia qualche opera potente nel mio nome, e che subito dopo possa dir male di me. |
| 9 | 40 | Poiché chi non è contro a noi, è per noi. |
| 9 | 41 | Perché chiunque vi avrà dato a bere un bicchiere d’acqua in nome mio perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà punto il suo premio. |
| 9 | 42 | E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino, e fosse gettato in mare. |
| 9 | 43 | E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile. |
| 9 | 44 | dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. |
| 9 | 45 | E se il tuo piede ti fa intoppare, mozzalo; meglio è per te entrar zoppo nella vita, che aver due occhi piedi ed esser gittato nella geenna. |
| 9 | 46 | dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. |
| 9 | 47 | E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna, |
| 9 | 48 | dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. |
| 9 | 49 | Poiché ognuno sarà salato con fuoco. |
| 9 | 50 | Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? (G9-51) Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri. |
| 10 | 1 | Poi, levatosi di là, se ne andò sui confini della Giudea, ed oltre il Giordano; e di nuovo di raunarono presso a lui delle turbe; ed egli di nuovo, come soleva, le ammaestrava. |
| 10 | 2 | E de’ Farisei, accostatisi, gli domandarono, tentandolo: E’ egli lecito ad un marito di mandar via la moglie? |
| 10 | 3 | Ed egli rispose loro: Mosè che v’ha egli comandato? |
| 10 | 4 | Ed essi dissero: Mosè permise di scrivere una atto di divorzio e mandarla via. |
| 10 | 5 | E Gesù disse loro: E’ per la durezza del vostro cuore ch’egli scrisse per voi quel precetto; |
| 10 | 6 | ma al principio della creazione Iddio li fece maschio e femmina. |
| 10 | 7 | Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due saranno una sola carne. |
| 10 | 8 | Talché non sono più due, ma una stessa carne. |
| 10 | 9 | Quello dunque che Iddio ha congiunto l’uomo nol separi. |
| 10 | 10 | E in casa i discepoli lo interrogarono di nuovo sullo stesso soggetto. |
| 10 | 11 | Ed egli disse loro: Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; |
| 10 | 12 | e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio. |
| 10 | 13 | Or gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavan coloro che glieli presentavano. |
| 10 | 14 | E Gesù, veduto ciò, s’indignò e disse loro: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio. |
| 10 | 15 | In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso. |
| 10 | 16 | E presili in braccio ed imposte loro le mani, li benediceva. |
| 10 | 17 | Or com’egli usciva per mettersi in cammino, un tale accorse e inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna? |
| 10 | 18 | E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Iddio. |
| 10 | 19 | Tu sai i comandamenti: Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dir falsa testimonianza; non far torto ad alcuno; onora tuo padre e tua madre. |
| 10 | 20 | Ed egli rispose: Maestro, tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza. |
| 10 | 21 | E Gesù, riguardatolo in viso, l’amò e gli disse: Una cosa ti manca; va’, vendi tutto ciò che hai, e dallo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi. |
| 10 | 22 | Ma egli, attristato da quella parola, se ne andò dolente, perché avea di gran beni. |
| 10 | 23 | E Gesù, guardatosi attorno, disse ai suoi discepoli: Quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio! |
| 10 | 24 | E i discepoli sbigottirono a queste sue parole. E Gesù da capo replicò loro: Figliuoli, quant’è malagevole a coloro che si confidano nelle ricchezze entrare nel regno di Dio! |
| 10 | 25 | E’ più facile a un cammello passare per la cruna d’un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio. |
| 10 | 26 | Ed essi vie più stupivano, dicendo fra loro: Chi dunque può esser salvato? |
| 10 | 27 | E Gesù, riguardatili, disse: Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché tutto è possibile a Dio. |
| 10 | 28 | E Pietro prese a dirgli: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e t’abbiam seguitato. |
| 10 | 29 | E Gesù rispose: Io vi dico in verità che non v’è alcuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figliuoli, o campi, per amor di me e per amor dell’evangelo, |
| 10 | 30 | il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figliuoli, campi, insieme a persecuzioni; e nel secolo avvenire, la vita eterna. |
| 10 | 31 | Ma molti primi saranno ultimi e molti ultimi, primi. |
| 10 | 32 | Or erano per cammino salendo a Gerusalemme, e Gesù andava innanzi a loro; ed essi erano sbigottiti; e quelli che lo seguivano eran presi da timore. Ed egli, tratti di nuovo da parte i dodici, prese a dir loro le cose che gli avverrebbero: |
| 10 | 33 | Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell’uomo sarà dato nelle mani de’ capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili; |
| 10 | 34 | e lo scherniranno e gli sputeranno addosso e lo flagelleranno e l’uccideranno; e dopo tre giorni egli risusciterà. |
| 10 | 35 | E Giacomo e Giovanni, figliuoli di Zebedeo, si accostarono a lui, dicendogli: Maestro, desideriamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo. |
| 10 | 36 | Ed egli disse loro: Che volete ch’io vi faccia? |
| 10 | 37 | Essi gli dissero: Concedici di sedere uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra nella tua gloria. Ma Gesù disse loro: |
| 10 | 38 | Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice ch’io bevo, o esser battezzati del battesimo del quale io son battezzato? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo. |
| 10 | 39 | E Gesù disse loro: Voi certo berrete il calice ch’io bevo e sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato; |
| 10 | 40 | ma quant’è al sedermi a destra o a sinistra, non sta a me il darlo, ma è per quelli cui è stato preparato. |
| 10 | 41 | E i dieci, udito ciò, presero a indignarsi di Giacomo e di Giovanni. |
| 10 | 42 | Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: Voi sapete che quelli che son reputati principi delle nazioni, le signoreggiano; e che i loro grandi usano potestà sopra di esse. |
| 10 | 43 | Ma non è così tra voi; anzi chiunque vorrà esser grande fra voi, sarà vostro servitore; |
| 10 | 44 | e chiunque fra voi vorrà esser primo, sarà servo di tutti. |
| 10 | 45 | Poiché anche il Figliuol dell’uomo non è venuto per esser servito, ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti. |
| 10 | 46 | Poi vennero in Gerico. E come egli usciva di Gerico coi suoi discepoli e con gran moltitudine, il figliuol di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. |
| 10 | 47 | E udito che chi passava era Gesù il Nazareno, prese a gridare e a dire: Gesù, figliuol di Davide, abbi pietà di me! |
| 10 | 48 | E molti lo sgridavano perché tacesse; ma quello gridava più forte: Figliuol di Davide, abbi pietà di me! |
| 10 | 49 | E Gesù, fermatosi, disse: Chiamatelo! E chiamarono il cieco, dicendogli: Sta’ di buon cuore! Alzati! Egli ti chiama. |
| 10 | 50 | E il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne a Gesù. |
| 10 | 51 | E Gesù, rivoltosi a lui, gli disse: Che vuoi ch’io ti faccia? E il cieco gli rispose: Rabbuni, ch’io recuperi la vista. |
| 10 | 52 | E Gesù gli disse: Va’, la tua fede ti ha salvato. E in quell’istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via. |
| 11 | 1 | E quando furon giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, e disse loro: |
| 11 | 2 | Andate nella borgata che è di rimpetto a voi; e subito, appena entrati, troverete legato un puledro d’asino, sopra il quale non è montato ancora alcuno; scioglietelo e menatemelo. |
| 11 | 3 | E se qualcuno vi dice: Perché fate questo? rispondete: Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua. |
| 11 | 4 | Ed essi andarono e trovarono un puledro legato ad una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. |
| 11 | 5 | Ed alcuni di coloro ch’eran lì presenti, dissero loro: Che fate, che sciogliete il puledro? |
| 11 | 6 | Ed essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciaron fare. |
| 11 | 7 | Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono su quello i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. |
| 11 | 8 | E molti stendevano i loro mantelli sulla via; ed altri, delle fronde che avean tagliate nei campi. |
| 11 | 9 | E coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro, gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! |
| 11 | 10 | Benedetto il regno che viene, il regno di Davide nostro padre! Osanna ne’ luoghi altissimi! |
| 11 | 11 | E Gesù entrò in Gerusalemme, nel tempio; e avendo riguardata ogni cosa attorno attorno, essendo già l’ora tarda, uscì per andare a Betania coi dodici. |
| 11 | 12 | E il giorno seguente, quando furon usciti da Betania, egli ebbe fame. |
| 11 | 13 | E veduto di lontano un fico che avea delle foglie, andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient’altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi. |
| 11 | 14 | E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono. |
| 11 | 15 | E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi; |
| 11 | 16 | e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio. |
| 11 | 17 | Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni. |
| 11 | 18 | Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina. |
| 11 | 19 | E quando fu sera, uscirono dalla città. |
| 11 | 20 | E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici; |
| 11 | 21 | e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato. |
| 11 | 22 | E Gesù, rispondendo, disse loro: Abbiate fede in Dio! |
| 11 | 23 | In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. |
| 11 | 24 | Perciò vi dico: Tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete. |
| 11 | 25 | E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli. |
| 11 | 26 | Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli vi perdonerà i vostri falli. |
| 11 | 27 | Poi vennero di nuovo in Gerusalemme; e mentr’egli passeggiava per il tempio, i capi sacerdoti e gli scribi e gli anziani s’accostarono a lui e gli dissero: |
| 11 | 28 | Con quale autorità fai tu queste cose? O chi ti ha data codesta autorità di far queste cose? |
| 11 | 29 | E Gesù disse loro: Io vi domanderò una cosa; rispondetemi e vi dirò con quale autorità io faccio queste cose. |
| 11 | 30 | Il battesimo di Giovanni era esso dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi. |
| 11 | 31 | Ed essi ragionavan fra loro dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli dirà: Perché dunque non gli credeste? |
| 11 | 32 | Diremo invece: Dagli uomini?… Essi temevano il popolo, perché tutti stimavano che Giovanni fosse veramente profeta. |
| 11 | 33 | E risposero a Gesù: Non lo sappiamo. E Gesù disse loro: E neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose. |
| 12 | 1 | E prese a dir loro in parabole: Un uomo piantò una vigna e le fece attorno una siepe e vi scavò un luogo da spremer l’uva e vi edificò una torre; l’allogò a de’ lavoratori, e se ne andò in viaggio. |
| 12 | 2 | E a suo tempo mandò a que’ lavoratori un servitore per ricevere da loro de’ frutti della vigna. |
| 12 | 3 | Ma essi, presolo, lo batterono e lo rimandarono a vuoto. |
| 12 | 4 | Ed egli di nuovo mandò loro un altro servitore; e anche lui ferirono nel capo e vituperarono. |
| 12 | 5 | Ed egli ne mandò un altro, e anche quello uccisero; e poi molti altri, de’ quali alcuni batterono ed alcuni uccisero. |
| 12 | 6 | Aveva ancora un unico figliuolo diletto; e quello mandò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo. |
| 12 | 7 | Ma que’ lavoratori dissero fra loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e l’eredità sarà nostra. |
| 12 | 8 | E presolo, l’uccisero, e lo gettarono fuor dalla vigna. |
| 12 | 9 | Che farà dunque il padrone della vigna? Egli verrà e distruggerà quei lavoratori, e darà la vigna ad altri. |
| 12 | 10 | Non avete voi neppur letta questa Scrittura: La pietra che gli edificatori hanno riprovata, è quella che è divenuta pietra angolare; |
| 12 | 11 | ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri? |
| 12 | 12 | Ed essi cercavano di pigliarlo, ma temettero la moltitudine; perché si avvidero bene ch’egli aveva detto quella parabola per loro. E lasciatolo, se ne andarono. |
| 12 | 13 | E gli mandarono alcuni dei Farisei e degli Erodiani per coglierlo in parole. |
| 12 | 14 | Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che non ti curi d’alcuno, perché non guardi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. E’ egli lecito pagare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo? |
| 12 | 15 | Ma egli, conosciuta la loro ipocrisia, disse loro: Perché mi tentante? Portatemi un denaro, ch’io lo vegga. |
| 12 | 16 | Ed essi glielo portarono. Ed egli disse loro: Di chi è questa effigie e questa iscrizione? Essi gli dissero: |
| 12 | 17 | Di Cesare. Allora Gesù disse loro: Rendete a Cesare quel ch’è di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio. Ed essi si maravigliarono di lui. |
| 12 | 18 | Poi vennero a lui de’ Sadducei, i quali dicono che non v’è risurrezione, e gli domandarono: |
| 12 | 19 | Maestro, Mosè ci lasciò scritto che se il fratello di uno muore e lascia moglie senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. |
| 12 | 20 | Or v’erano sette fratelli. Il primo prese moglie; e morendo, non lasciò progenie. |
| 12 | 21 | E il secondo la prese e morì senza lasciare progenie. |
| 12 | 22 | Così il terzo. E i sette non lasciarono progenie. Infine, dopo tutti, morì anche la donna. |
| 12 | 23 | nella risurrezione, quando saranno risuscitati, di chi di loro sarà ella moglie? Poiché tutti i sette l’hanno avuta per moglie. |
| 12 | 24 | Gesù disse loro: Non errate voi per questo, che non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? |
| 12 | 25 | Poiché quando gli uomini risuscitano dai morti, né prendono né dànno moglie, ma son come angeli ne’ cieli. |
| 12 | 26 | Quando poi ai morti ed alla loro risurrezione, non avete voi letto nel libro di Mosè, nel passo del "pruno", come Dio gli parlò dicendo: Io sono l’Iddio d’Abramo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe? |
| 12 | 27 | Egli non è un Dio di morti, ma di viventi. Voi errate grandemente. |
| 12 | 28 | Or uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto ch’egli aveva loro ben risposto, si accostò e gli domandò: Qual è il comandamento primo fra tutti? |
| 12 | 29 | Gesù rispose: Il primo è: Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore: |
| 12 | 30 | ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua. |
| 12 | 31 | Il secondo è questo: Ama il tuo prossimo come te stesso. Non v’è alcun altro comandamento maggiore di questi. |
| 12 | 32 | E lo scriba gli disse: Maestro, ben hai detto secondo verità che v’è un Dio solo e che fuor di lui non ve n’è alcun altro; |
| 12 | 33 | e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l’intelletto e con tutta la forza e amare il prossimo come te stesso, è assai più che tutti gli olocausti e i sacrifici. |
| 12 | 34 | E Gesù, vedendo ch’egli avea risposto avvedutamente, gli disse: Tu non sei lontano dal regno di Dio. E niuno ardiva più interrogarlo. |
| 12 | 35 | E Gesù, insegnando nel tempio, prese a dire: Come dicono gli scribi che il Cristo è figliuolo di Davide? |
| 12 | 36 | Davide stesso ha detto, per lo Spirito Santo: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi. |
| 12 | 37 | Davide stesso lo chiama Signore; e onde viene ch’egli è suo figliuolo? E la massa del popolo l’ascoltava con piacere. |
| 12 | 38 | E diceva nel suo insegnamento: Guardatevi dagli scribi, i quali amano passeggiare in lunghe vesti, ed esser salutati nelle piazze, |
| 12 | 39 | ed avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti ne’ conviti; |
| 12 | 40 | essi che divorano le case delle vedove, e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno una maggiore condanna. |
| 12 | 41 | E postosi a sedere dirimpetto alla cassa delle offerte, stava guardando come la gente gettava danaro nella cassa; e molti ricchi ne gettavano assai. |
| 12 | 42 | E venuta una povera vedova, vi gettò due spiccioli che fanno un quarto di soldo. |
| 12 | 43 | E Gesù, chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: in verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri; |
| 12 | 44 | poiché tutti han gettato del superfluo; ma costei, del suo necessario, vi ha gettato tutto ciò che possedeva, tutto quanto avea per vivere. |
| 13 | 1 | E com’egli usciva dal tempio uno de’ suoi discepoli gli disse: Maestro, guarda che pietre e che edifizi! |
| 13 | 2 | E Gesù gli disse: Vedi tu questi grandi edifizi? Non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata. |
| 13 | 3 | Poi sedendo egli sul monte degli Ulivi dirimpetto al tempio, Pietro e Giacomo e Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte: |
| 13 | 4 | Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi? |
| 13 | 5 | E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca! |
| 13 | 6 | Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti. |
| 13 | 7 | Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. |
| 13 | 8 | Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno: vi saranno terremoti in vari luoghi; vi saranno carestie. Questo non sarà che un principio di dolori. |
| 13 | 9 | Or badate a voi stessi! Vi daranno in mano dei tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza. |
| 13 | 10 | E prima convien che fra tutte le genti sia predicato l’evangelo. |
| 13 | 11 | E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire: ma dite quel che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo. |
| 13 | 12 | E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire. |
| 13 | 13 | E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato. |
| 13 | 14 | Quando poi avrete veduta l’abominazione della desolazione posta là dove non si conviene (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti; |
| 13 | 15 | e chi sarà sulla terrazza non scendi e non entri in casa sua per toglierne cosa alcuna; |
| 13 | 16 | e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste. |
| 13 | 17 | Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que’ giorni! |
| 13 | 18 | E pregate che ciò non avvenga d’inverno! |
| 13 | 19 | Poiché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà. |
| 13 | 20 | E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi propri eletti, egli ha abbreviato quei giorni. |
| 13 | 21 | E allora, se alcuno vi dice: "Il Cristo eccolo qui, eccola là", non lo credete; |
| 13 | 22 | perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. |
| 13 | 23 | Ma voi, state attenti; io v’ho predetta ogni cosa. |
| 13 | 24 | Ma in que’ giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore; |
| 13 | 25 | e le stelle cadranno dal cielo e le potenze che son nei cieli saranno scrollate. |
| 13 | 26 | E allora si vedrà il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole con gran potenza e gloria. |
| 13 | 27 | Ed egli allora manderà gli angeli e raccoglierà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremo della terra all’estremo del cielo. |
| 13 | 28 | Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina. |
| 13 | 29 | Così anche voi, quando vedrete avvenir queste cose, sappiate ch’egli è vicino, alle porte. |
| 13 | 30 | In verità io vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. |
| 13 | 31 | Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. |
| 13 | 32 | Ma quant’è a quel giorno ed al quell’ora, nessuno li sa, neppur gli angeli nel cielo, né il Figliuolo, ma solo il Padre. |
| 13 | 33 | State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel tempo. |
| 13 | 34 | Egli è come se un uomo, andando in un viaggio, lasciasse la sua casa e ne desse la potestà ai suoi servitori, a ciascuno il compito suo, e al portinaio comandasse di vegliare. |
| 13 | 35 | Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padron di casa: se a sera, a mezzanotte, o al cantar del gallo la mattina; |
| 13 | 36 | che talora, venendo egli all’improvviso, non vi trovi addormentati. |
| 13 | 37 | Ora, quel che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate. |
| 14 | 1 | Ora, due giorni dopo, era la pasqua e gli azzimi; e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di pigliar Gesù con inganno ed ucciderlo; |
| 14 | 2 | perché dicevano: Non lo facciamo durante la festa, che talora non vi sia qualche tumulto del popolo. |
| 14 | 3 | Ed essendo egli in Betania, nella casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna che aveva un alabastro d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo; e rotto l’alabastro, glielo versò sul capo. |
| 14 | 4 | E alcuni, sdegnatisi, dicevano fra loro: Perché s’è fatta questa perdita dell’olio? |
| 14 | 5 | Questo olio si sarebbe potuto vendere più di trecento denari e darli ai poveri. E fremevano contro a lei. |
| 14 | 6 | Ma Gesù disse: Lasciatela stare! Perché le date noia? Ella ha fatto un’azione buona inverso me. |
| 14 | 7 | Poiché i poveri li avete sempre con voi; e quando vogliate, potete far loro del bene; ma a me non mi avete sempre. |
| 14 | 8 | Ella ha fatto ciò che per lei si poteva; ha anticipato d’ungere il mio corpo per la sepoltura. |
| 14 | 9 | E in verità io vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato l’evangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei. |
| 14 | 10 | E Giuda Iscariot, uno dei dodici, andò dai capi sacerdoti per darglielo nelle mani. |
| 14 | 11 | Ed essi, uditolo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava il modo opportuno di tradirlo. |
| 14 | 12 | E il primo giorno degli azzimi, quando si sacrificava la pasqua, i suoi discepoli gli dissero: Dove vuoi che andiamo ad apparecchiarti da mangiar la pasqua? |
| 14 | 13 | Ed egli mandò due dei suoi discepoli, e disse loro: Andate nella città, e vi verrà incontro un uomo che porterà una brocca d’acqua; seguitelo; |
| 14 | 14 | e dove sarà entrato, dite al padron di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza da mangiarvi la pasqua coi miei discepoli? |
| 14 | 15 | Ed egli vi mostrerà di sopra una gran sala ammobiliata e pronta; quivi apparecchiate per noi. |
| 14 | 16 | E i discepoli andarono e giunsero nella città e trovarono come egli avea lor detto, e apparecchiarono la pasqua. |
| 14 | 17 | E quando fu sera Gesù venne co’ dodici. |
| 14 | 18 | E mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: In verità io vi dico che uno di voi, il quale mangia meco, mi tradirà. |
| 14 | 19 | Essi cominciarono ad attristarsi e a dirgli ad uno ad uno: Sono io desso? |
| 14 | 20 | Ed egli disse loro: E’ uno dei dodici, che intinge meco nel piatto. |
| 14 | 21 | Certo il Figliuol dell’uomo se ne va, com’è scritto di lui; ma guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’uomo è tradito! Ben sarebbe per quell’uomo di non esser nato! |
| 14 | 22 | E mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. |
| 14 | 23 | Poi, preso il calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. |
| 14 | 24 | E disse loro: Questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti. |
| 14 | 25 | In verità io vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino a quel giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio. |
| 14 | 26 | E dopo ch’ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi. |
| 14 | 27 | E Gesù disse loro: Voi tutti sarete scandalizzati; perché è scritto: Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse. |
| 14 | 28 | Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea. |
| 14 | 29 | Ma Pietro gli disse: Quand’anche tutti fossero scandalizzati, io però non lo sarò. |
| 14 | 30 | E Gesù gli disse: In verità io ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, avanti che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte. |
| 14 | 31 | Ma egli vie più fermamente diceva: Quantunque mi convenisse morir teco non però ti rinnegherò. E lo stesso dicevano pure tutti gli altri. |
| 14 | 32 | Poi vennero in un podere detto Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: Sedete qui finché io abbia pregato. |
| 14 | 33 | E prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e cominciò ad essere spaventato ed angosciato. |
| 14 | 34 | E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate. |
| 14 | 35 | E andato un poco innanzi, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui. |
| 14 | 36 | E diceva: Abba, Padre! ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Ma pure, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi. |
| 14 | 37 | E venne, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Simone, dormi tu? non sei stato capace di vegliare un’ora sola? |
| 14 | 38 | Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole. |
| 14 | 39 | E di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole. |
| 14 | 40 | E tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano aggravati; e non sapevano che rispondergli. |
| 14 | 41 | E venne la terza volta, e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Basta! L’ora è venuta: ecco, il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori. |
| 14 | 42 | Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce, è vicino. |
| 14 | 43 | E in quell’istante, mentr’egli parlava ancora, arrivò Giuda, l’uno dei dodici, e con lui una gran turba con ispade e bastoni, da parte de’ capi sacerdoti, degli scribi e degli anziani. |
| 14 | 44 | Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale, dicendo: Colui che bacerò è desso; pigliatelo e menatelo via sicuramente. |
| 14 | 45 | E come fu giunto, subito si accostò a lui e gli disse: Maestro! e lo baciò. |
| 14 | 46 | Allora quelli gli misero le mani addosso e lo presero; |
| 14 | 47 | ma uno di coloro ch’erano quivi presenti, tratta la spada, percosse il servitore del somma sacerdote, e gli spiccò l’orecchio. |
| 14 | 48 | E Gesù, rivolto a loro, disse: Voi siete usciti con ispade e bastoni come contro ad un ladrone per pigliarmi. |
| 14 | 49 | Ogni giorno ero fra voi insegnando nel tempio, e voi non mi avete preso; ma ciò è avvenuto, affinché le Scritture fossero adempiute. |
| 14 | 50 | E tutti, lasciatolo, se ne fuggirono. |
| 14 | 51 | Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un panno lino sul nudo; e lo presero; |
| 14 | 52 | ma egli, lasciando andare il panno lino, se ne fuggì ignudo. |
| 14 | 53 | E menarono Gesù al sommo sacerdote; e s’adunarono tutti i capi sacerdoti e gli anziani e egli scribi. |
| 14 | 54 | E Pietro lo avea seguito da lungi, fin dentro la corte del sommo sacerdote, ove stava a sedere con le guardie e si scaldava al fuoco. |
| 14 | 55 | Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche testimonianza contro a Gesù per farlo morire; e non ne trovavano alcuna. |
| 14 | 56 | Poiché molti deponevano il falso contro a lui; ma le testimonianze non erano concordi. |
| 14 | 57 | Ed alcuni, levatisi, testimoniarono falsamente contro a lui, dicendo: |
| 14 | 58 | Noi l’abbiamo udito che diceva: Io disfarò questo tempio fatto di man d’uomo, e in tre giorni ne riedificherò un altro, che non sarà fatto di mano d’uomo. |
| 14 | 59 | Ma neppur così la loro testimonianza era concorde. |
| 14 | 60 | Allora il sommo sacerdote, levatosi in piè quivi in mezzo, domandò a Gesù: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? |
| 14 | 61 | Ma egli tacque e non rispose nulla. Daccapo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: Sei tu il Cristo, il Figliuol del Benedetto? |
| 14 | 62 | E Gesù disse: Sì, lo sono: e vedrete il Figliuol dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo. |
| 14 | 63 | Ed il sommo sacerdote, stracciatesi le vesti, disse: Che abbiam noi più bisogno di testimoni? |
| 14 | 64 | Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare? E tutti lo condannarono come reo di morte. |
| 14 | 65 | Ed alcuni presero a sputargli addosso ed a velargli la faccia e a dargli dei pugni e a dirgli: Indovina, profeta! E le guardie presero a schiaffeggiarlo. |
| 14 | 66 | Ed essendo Pietro giù nella corte, venne una delle serve del sommo sacerdote; |
| 14 | 67 | e veduto Pietro che si scaldava, lo riguardò in viso e disse: Anche tu eri con Gesù Nazareno. |
| 14 | 68 | Ma egli lo negò, dicendo: Io non so, né capisco quel che tu dica. Ed uscì fuori nell’antiporto, e il gallo cantò. |
| 14 | 69 | E la serva, vedutolo, cominciò di nuovo a dire a quelli ch’eran quivi presenti: Costui è di quelli. Ma egli daccapo lo negò. |
| 14 | 70 | E di nuovo di lì a poco, quelli ch’erano quivi, dicevano a Pietro: Per certo tu sei di quelli, perché poi sei galileo. |
| 14 | 71 | Ma egli prese ad imprecare ed a giurare: Non conosco quell’uomo che voi dite. |
| 14 | 72 | E subito per la seconda volta, il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: Avanti che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte. Ed a questo pensiero si mise a piangere. |
| 15 | 1 | E subito la mattina, i capi sacerdoti, con gli anziani e gli scribi e tutto il Sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù e lo menarono via e lo misero in man di Pilato. |
| 15 | 2 | E Pilato gli domandò: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono. |
| 15 | 3 | E i capi sacerdoti l’accusavano di molte cose; |
| 15 | 4 | e Pilato daccapo lo interrogò dicendo: Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano! |
| 15 | 5 | Ma Gesù non rispose più nulla; talché Pilato se ne maravigliava. |
| 15 | 6 | Or ogni festa di pasqua ei liberava loro un carcerato, qualunque chiedessero. |
| 15 | 7 | C’era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de’ sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio. |
| 15 | 8 | E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch’e’ facesse come sempre avea lor fatto. |
| 15 | 9 | E Pilato rispose loro: Volete ch’io vi liberi il Re de’ Giudei? |
| 15 | 10 | Poiché capiva bene che i capi sacerdoti glielo aveano consegnato per invidia. |
| 15 | 11 | Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. |
| 15 | 12 | E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch’io faccia di colui che voi chiamate il Re de’ Giudei? |
| 15 | 13 | Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo! |
| 15 | 14 | E Pilato diceva loro: Ma pure, che male ha egli fatto? Ma essi gridarono più forte che mai: Crocifiggilo! |
| 15 | 15 | E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso. |
| 15 | 16 | Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte. |
| 15 | 17 | E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo, |
| 15 | 18 | e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei! |
| 15 | 19 | E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui. |
| 15 | 20 | E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo. |
| 15 | 21 | E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi. |
| 15 | 22 | E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio. |
| 15 | 23 | E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese. |
| 15 | 24 | Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno. |
| 15 | 25 | Era l’ora terza quando lo crocifissero. |
| 15 | 26 | E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI. |
| 15 | 27 | E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra. |
| 15 | 28 | E si adempié la Scrittura che dice: Egli è stato annoverato fra gli iniqui. |
| 15 | 29 | E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni, |
| 15 | 30 | salva te stesso e scendi giù di croce! |
| 15 | 31 | Parimente anche i capi sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: Ha salvato altri e non può salvar se stesso! |
| 15 | 32 | Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano. |
| 15 | 33 | E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona. |
| 15 | 34 | Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? |
| 15 | 35 | E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia! |
| 15 | 36 | E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù. |
| 15 | 37 | E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito. |
| 15 | 38 | E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. |
| 15 | 39 | E il centurione ch’era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest’uomo era Figliuol di Dio! |
| 15 | 40 | Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome; |
| 15 | 41 | le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme. |
| 15 | 42 | Ed essendo già sera (poiché era Preparazione, cioè la vigilia del sabato), |
| 15 | 43 | venne Giuseppe d’Arimatea, consigliere onorato, il quale aspettava anch’egli il Regno di Dio; e, preso ardire, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù. |
| 15 | 44 | Pilato si maravigliò ch’egli fosse già morto; e chiamato a sé il centurione, gli domandò se era morto da molto tempo; |
| 15 | 45 | e saputolo dal centurione, donò il corpo a Giuseppe. |
| 15 | 46 | E questi, comprato un panno lino e tratto Gesù giù di croce, l’involse nel panno e lo pose in una tomba scavata nella roccia, e rotolò una pietra contro l’apertura del sepolcro. |
| 15 | 47 | E Maria Maddalena e Maria madre di Iose stavano guardando dove veniva deposto. |
| 16 | 1 | E passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salome comprarono degli aromi per andare a imbalsamar Gesù. |
| 16 | 2 | E la mattina del primo giorno della settimana, molto per tempo, vennero al sepolcro sul levar del sole. |
| 16 | 3 | E dicevano tra loro: Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro? |
| 16 | 4 | E alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pur molto grande. |
| 16 | 5 | Ed essendo entrate nel sepolcro, videro un giovinetto, seduto a destra, vestito d’una veste bianca, e furono spaventate. |
| 16 | 6 | Ma egli disse loro: Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’aveano posto. |
| 16 | 7 | Ma andate a dire ai suoi discepoli ed a Pietro, ch’egli vi precede in Galilea; quivi lo vedrete, come v’ha detto. |
| 16 | 8 | Ed esse, uscite, fuggiron via dal sepolcro, perché eran prese da tremito e da stupore, e non dissero nulla ad alcuno, perché aveano paura. |
| 16 | 9 | Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale avea cacciato sette demoni. |
| 16 | 10 | Costei andò ad annunziarlo a coloro ch’eran stati con lui, i quali facean cordoglio e piangevano. |
| 16 | 11 | Ed essi, udito ch’egli viveva ed era stato veduto da lei, non lo credettero. |
| 16 | 12 | Or dopo questo, apparve in altra forma a due di loro ch’eran in cammino per andare ai campi; |
| 16 | 13 | e questi andarono ad annunziarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero. |
| 16 | 14 | Di poi, apparve agli undici, mentre erano a tavola; e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avean creduto a quelli che l’avean veduto risuscitato. |
| 16 | 15 | E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura. |
| 16 | 16 | Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. |
| 16 | 17 | Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; |
| 16 | 18 | prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno. |
| 16 | 19 | Il Signor Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu assunto nel cielo, e sedette alla destra di Dio. |
| 16 | 20 | E quelli se ne andarono a predicare da per tutto, operando il Signore con essi e confermando la Parola coi segni che l’accompagnavano. |