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Multilingual Scriptures Home » Italian Riveduta 1927 Bible » Lamentations

Italian Riveduta 1927 Bible
Chapter # Verse # Verse Detail
11Come mai siede solitaria la città già così popolata? Come mai è diventata simile a una vedova, quella ch’era grande fra le nazioni; ed è stata ridotta tributaria colei ch’era principessa fra le province?
12Ella piange, piange, durante la notte, le lacrime le copron le guance; fra tutti i suoi amanti non ha chi la consoli; tutti i suoi amici l’hanno tradita, le son diventati nemici.
13Giuda è andato in esilio, a motivo dell’afflizione e del duro servaggio; abita in mezzo alle nazioni, non trova riposo; tutti i suoi persecutori l’han raggiunto quand’era fra le gole strette.
14Le vie di Sion fanno cordoglio, perché nessuno vien più alle solenni assemblee; tutte le sue porte sono deserte; i suoi sacerdoti sospirano, le sue vergini sono addolorate, ed ella stessa è piena d’amarezza.
15I suoi avversari han preso il sopravvento, i suoi nemici prosperano; poiché l’Eterno l’ha afflitta per la moltitudine delle sue trasgressioni; i suoi bambini sono andati in cattività, davanti all’avversario.
16E dalla figliuola di Sion se n’è andato tutto il suo splendore; i suoi capi sono diventati come cervi che non trovan pastura e se ne vanno spossati dinanzi a colui che l’insegue.
17Nei giorni della sua afflizione, della sua vita errante, Gerusalemme si ricorda di tutti i beni preziosi che possedeva fino dai giorni antichi; ora che il suo popolo è caduto in man dell’avversario, e nessuno la soccorre, i suoi avversari la guardano, e ridono del suo misero stato.
18Gerusalemme ha gravemente peccato; perciò è divenuta come una cosa impura; tutti quelli che l’onoravano la sprezzano, perché han visto la sua nudità; ella stessa sospira, e volta la faccia.
19La sua lordura era nelle pieghe della sua veste; ella non pensava alla sua fine; perciò è caduta in modo sorprendente, non ha chi la consoli. "O Eterno, vedi la mia afflizione, poiché il nemico trionfa!"
110L’avversario ha steso la mano su quanto ella avea di più caro; poich’ella ha visto i pagani entrare nel suo santuario; que’ pagani, riguardo ai quali tu avevi comandato che non entrassero nella tua raunanza.
111Tutto il suo popolo sospira, cerca del pane; dà le cose sue più preziose in cambio di cibo, per rianimar la sua vita. "Guarda, o Eterno, vedi in che stato abietto io son ridotta!
112Nulla di simile v’avvenga, o voi che passate di qui! Mirate, guardate, se v’è dolore pari al dolore da cui sono oppressa, e col quale l’Eterno m’ha afflitta nel giorno dell’ardente sua ira.
113Dall’alto egli ha mandato un fuoco nelle mie ossa, che se n’è impadronito; egli ha teso una rete ai miei piedi, m’ha rovesciata a terra; m’ha gettata nella desolazione, in un languore di tutti i giorni.
114Dalla sua mano è legato il giogo delle mie trasgressioni, che s’intrecciano, gravano sul mio collo; egli ha fiaccato la mia forza; il Signore m’ha dato in mani, alle quali non posso resistere.
115Il Signore ha atterrati entro il mio recinto tutti i miei prodi; ha convocato contro di me una gran raunanza, per schiacciare i miei giovani; il Signore ha calcato, come in un tino, la vergine figliuola di Giuda.
116Per questo, io piango; i miei occhi, i miei occhi si struggono in lacrime, perché lungi da me è il consolatore, che potrebbe rianimarmi la vita. I miei figliuoli son desolati, perché il nemico ha trionfato".
117Sion stende le mani… non v’è alcuno che la consoli; l’Eterno ha comandato ai nemici di Giacobbe di circondarlo da tutte le parti. Gerusalemme è, in mezzo a loro, come una cosa impura.
118"L’Eterno è giusto, poiché io mi son ribellata alla sua parola. Deh, ascoltate, o popoli tutti, e vedete il mio dolore! Le mie vergini ed i miei giovani sono andati in cattività.
119Io ho chiamato i miei amanti, ma essi m’hanno ingannata; i miei sacerdoti e i miei anziani hanno esalato l’anima nella città, mentre cercavan del cibo per rianimarsi la vita.
120O Eterno, guarda, ch’io sono in angoscia! Le mie viscere si commuovono, il cuore mi si sconvolge in seno, perché la mia ribellione è stata grave. Fuori, la spada mi orba de’ miei figliuoli; dentro, sta la morte.
121M’odon sospirare… non v’è chi mi consoli. Tutti i miei nemici hanno udita la mia sciagura, e si rallegrano che tu l’abbia cagionata; tu farai venire il giorno che hai annunziato, e allora saranno come me.
122Venga dinanzi a te tutta la loro malvagità, e trattali come hai trattato me a motivo di tutte le mie trasgressioni! Poiché i miei sospiri son numerosi, e il mio cuore è languente".
21Come mai ha il Signore, nella sua ira, coperto d’una nube oscura la figliuola di Sion? Egli ha gettato di cielo in terra la gloria d’Israele, e non s’è ricordato dello sgabello de’ suoi piedi, nel giorno della sua ira!
22Il Signore ha distrutto senza pietà tutte le dimore di Giacobbe; nella sua ira, ha rovesciato, ha stese al suolo le fortezze della figliuola di Giuda, ne ha profanato il regno e i capi.
23Nell’ardente sua ira, ha infranta tutta la potenza d’Israele; ha ritirato la propria destra in presenza del nemico; ha consumato Giacobbe a guisa di fuoco fiammeggiante che divora d’ogn’intorno.
24Ha teso il suo arco come il nemico, ha alzata la destra come un avversario, ha trucidato tutti quelli ch’eran più cari a vedersi; ha riversato il suo furore come un fuoco sulla tenda della figliuola di Sion.
25Il Signore è divenuto come un nemico; ha divorato Israele; ha divorato tutti i suoi palazzi, ha distrutto le sue fortezze, ha moltiplicato nella figliuola di Giuda i lamenti e i gemiti.
26Ha devastato la propria tenda come un giardino, ha distrutto il luogo della sua raunanza; l’Eterno ha fatto dimenticare in Sion le feste solenni ed i sabati, e, nell’indignazione della sua ira, ha reietto re e sacerdoti.
27Il Signore ha preso in disgusto il suo altare, ha aborrito il suo santuario, ha dato i muri de’ palazzi di Sion in mano dei nemici, i quali han levato grida nella casa dell’Eterno, come in un giorno di festa.
28L’Eterno ha deciso di distruggere le mura della figliuola di Sion; ha steso la corda, non ha ritirato la mano, prima d’averli distrutti; ha coperto di lutto bastioni e mura; gli uni e le altre languiscono.
29Le sue porte sono affondate in terra; egli ha distrutto, spezzato le sue sbarre; il suo re e i suoi capi sono fra le nazioni; non v’è più legge, ed anche i suoi profeti non ricevono più visioni dall’Eterno.
210Gli anziani della figliuola di Sion seggono in terra in silenzio; si son gettati della polvere sul capo, si son cinti di sacchi; le vergini di Gerusalemme curvano il capo al suolo.
211I miei occhi si consumano pel tanto lacrimare, le mie viscere si commuovono, il mio fegato si spande in terra per il disastro della figliuola del mio popolo, al pensiero de’ bambini e de’ lattanti che venivano meno per le piazze della città.
212Essi chiedevano alle loro madri: "Dov’è il pane, dov’è il vino?…" e intanto venivano meno come de’ feriti a morte nelle piazze della città, e rendevano l’anima sul seno delle madri loro.
213Che ti dirò? A che ti paragonerò, o figliuola di Gerusalemme? Che troverò di simile a te per consolarti, o vergine figliuola di Gerusalemme? Poiché la tua ferita è larga quanto il mare; chi ti potrà guarire?
214I tuoi profeti hanno avuto per te visioni vane e delusorie; non hanno messo a nudo la tua nequizia, per stornare da te la cattività; le profezie che hanno fatto a tuo riguardo non eran che oracoli vani e seduttori.
215Tutti i passanti batton le mani al vederti; fischiano e scuotono il capo al veder la figliuola di Gerusalemme: "E’ questa la città che la gente chiamava una bellezza perfetta, la gioia di tutta la terra?"
216Tutti i tuoi nemici apron larga la bocca contro di te; fischiano, digrignano i denti, dicono: "L’abbiamo inghiottita! Sì, questo è il giorno che aspettavamo; ci siam giunti, lo vediamo!"
217L’Eterno ha fatto quello che s’era proposto; ha adempiuta la parola che avea pronunziata fino dai giorni antichi; ha distrutto senza pietà, ha fatto di te la gioia del nemico, ha esaltato la potenza de’ tuoi avversari.
218Il loro cuore grida al Signore: "O mura della figliuola di Sion, spandete lacrime come un torrente, giorno e notte! Non vi date requie, non abbiano riposo le pupille degli occhi vostri!
219Levatevi, gridate di notte, al principio d’ogni vigilia! Spandete com’acqua il cuor vostro davanti alla faccia del Signore! Levate le mani verso di lui per la vita de’ vostri bambini, che vengon meno per la fame ai canti di tutte le strade!"
220"Guarda, o Eterno, considera! Chi mai hai trattato così? Delle donne han divorato il frutto delle loro viscere, i bambini che accarezzavano! Sacerdoti e profeti sono stati massacrati nel santuario del Signore!
221Fanciulli e vecchi giacciono per terra nelle vie; le mie vergini e i miei giovani son caduti per la spada; tu li hai uccisi nel dì della tua ira, li hai massacrati senza pietà.
222Tu hai convocato, come ad un giorno di festa solenne, i miei terrori da tutte le parti; e nel giorno dell’ira dell’Eterno non v’è stato né scampato né fuggiasco, quelli ch’io avevo accarezzati e allevati, il mio nemico li ha consumati!"
31Io sono un uomo che ha veduto l’afflizione sotto la verga del suo furore.
32Egli m’ha condotto, m’ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce.
33Sì, contro di me di nuovo volge la sua mano tutto il giorno.
34Egli ha consunta la mia carne e la mia pelle, ha fiaccato le mie ossa.
35Ha costituito una cinta contro di me, m’ha circondato d’amarezza e d’affanno.
36M’ha fatto abitare in luoghi tenebrosi, come quelli che son morti da lungo tempo.
37Egli m’ha circondato d’un muro, perché non esca: m’ha caricato di pesanti catene.
38Anche quando grido e chiamo al soccorso, egli chiude l’accesso alla mia preghiera.
39Egli m’ha sbarrato la via di blocchi di pietra, ha sconvolti i miei sentieri.
310Egli è stato per me come un orso in agguato, come un leone in luoghi nascosti.
311Egli m’ha sviato dal mio cammino e m’ha squarciato, m’ha reso desolato.
312Ha teso il suo arco, m’ha preso come mira delle sue frecce.
313M’ha fatto penetrar nelle reni le saette del suo turcasso.
314Io son diventato lo scherno di tutto il mio popolo, la sua canzone di tutto il giorno.
315Egli m’ha saziato d’amarezza, m’ha abbeverato d’assenzio.
316M’ha spezzato i denti con della ghiaia, m’ha affondato nella cenere.
317Tu hai allontanata l’anima mia dalla pace, io ho dimenticato il benessere.
318Io ho detto: "E’ sparita la mia fiducia, non ho più speranza nell’Eterno!"
319Ricordati della mia afflizione, della mia vita raminga, dell’assenzio e dell’amarezza!
320L’anima mia se ne ricorda del continuo, e n’è abbattuta dentro di me.
321Questo voglio richiamarmi alla mente, per questo voglio sperare:
322E’ una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti; poiché le sue compassioni non sono esaurite;
323si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà!
324"L’Eterno è la mia parte", dice l’anima mia, "perciò spererò in lui".
325L’Eterno è buono per quelli che sperano in lui, per l’anima che lo cerca.
326Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza dell’Eterno.
327Buona cosa è per l’uomo portare il giogo nella sua giovinezza.
328Si segga egli solitario e stia in silenzio quando l’Eterno glielo impone!
329Metta la sua bocca nella polvere! forse, v’è ancora speranza.
330Porga la guancia a chi lo percuote, si sazi pure di vituperio!
331Poiché il Signore non ripudia in perpetuo;
332ma, se affligge, ha altresì compassione, secondo la moltitudine delle sue benignità;
333giacché non è volentieri ch’egli umilia ed affligge i figliuoli degli uomini.
334Quand’uno schiaccia sotto i piedi tutti i prigionieri della terra,
335quand’uno perverte il diritto d’un uomo nel cospetto dell’Altissimo,
336quando si fa torto ad alcuno nella sua causa, il Signore non lo vede egli?
337Chi mai dice una cosa che s’avveri, se il Signore non l’ha comandato?
338Il male ed il bene non procedon essi dalla bocca dell’Altissimo?
339Perché il vivente si rammaricherebbe? Ognuno si rammarichi del proprio peccato!
340Esaminiamo le nostre vie, scrutiamole, e torniamo all’Eterno!
341Eleviamo insiem con le mani, i nostri cuori a Dio ne’ cieli!
342Noi abbiam peccato, siamo stati ribelli, e tu non hai perdonato.
343Tu ti sei avvolto nella tua ira, e ci hai inseguiti; tu hai ucciso senza pietà;
344ti sei avvolto in una nuvola, perché la preghiera non potesse passare;
345tu hai fatto di noi delle spazzature, dei rifiuti, in mezzo ai popoli.
346Tutti i nostri nemici aprono larga la bocca contro di noi.
347Ci son toccati il terrore, la fossa, la desolazione e la ruina.
348I miei occhi si sciolgono in rivi d’acqua, a motivo della ruina della figliuola del mio popolo.
349L’occhio mio si scioglie in lacrime, senza posa, senza intermittenza,
350finché dal cielo l’Eterno non guardi e non veda il nostro stato.
351L’occhio mio m’affanna l’anima a motivo di tutte le figliuole della mia città.
352Quelli che mi son nemici senza cagione, m’han dato la caccia come a un uccello.
353M’hanno annientato la vita nella fossa, m’han gettato delle pietre addosso.
354Le acque salivano fin sopra al mio capo, io dicevo: "E’ finita per me!"
355Io ho invocato il tuo nome, o Eterno, dal fondo della fossa;
356tu hai udito la mia voce; non nascondere il tuo orecchio al mio sospiro, al mio grido!
357Nel giorno ch’io t’ho invocato ti sei avvicinato; tu hai detto: "Non temere!"
358O Signore, tu hai difesa la causa dell’anima mia, tu hai redento la mia vita.
359O Eterno, tu vedi il torto che m’è fatto, giudica tu la mia causa!
360Tu vedi tutto il loro rancore, tutte le loro macchinazioni contro di me.
361Tu odi i loro oltraggi, o Eterno, tutte le loro macchinazioni contro di me,
362il linguaggio di quelli che si levano contro di me, quello che meditano contro di me tutto il giorno!
363Guarda! quando si seggono, quando s’alzano, io sono la loro canzone.
364Tu li retribuirai, o Eterno, secondo l’opera delle loro mani.
365Darai loro induramento di cuore, la tua maledizione.
366Li inseguirai nella tua ira, e li sterminerai di sotto i cieli dell’Eterno.
41Come mai s’è oscurato l’oro, s’è alterato l’oro più puro? Come mai le pietre del santuario si trovano sparse qua e là ai canti di tutte le strade?
42I nobili figliuoli di Sion, pregiati al pari dell’oro fino, come mai son reputati quali vasi di terra, opera di mani di vasaio?
43Perfino gli sciacalli porgon le mammelle e allattano i lor piccini; la figliuola del mio popolo è divenuta crudele, come gli struzzi del deserto.
44La lingua del lattante gli s’attacca al palato, per la sete; i bambini chiedon del pane, e non v’è chi gliene dia.
45Quelli che si nutrivan di cibi delicati cadon d’inedia per le strade; quelli ch’erano allevati nella porpora abbracciano il letamaio.
46Il castigo dell’iniquità della figliuola del mio popolo e maggiore di quello del peccato di Sodoma, che fu distrutta in un attimo, senza che mano d’uomo la colpisse.
47I suoi principi erano più splendenti della neve, più bianchi del latte; aveano il corpo più vermiglio del corallo, il lor volto era uno zaffiro.
48Il loro aspetto è ora più cupo del nero; non si riconoscon più per le vie; la loro pelle è attaccata alle ossa, è secca, è diventata come un legno.
49Più felici sono stati gli uccisi di spada di quelli che muoion di fame; poiché questi deperiscono estenuati, per mancanza de’ prodotti dei campi.
410Delle donne, pur sì pietose, hanno con le lor mani fatto cuocere i loro bambini, che han servito loro di cibo, nella ruina della figliuola del mio popolo.
411L’Eterno ha esaurito il suo furore, ha riservata l’ardente sua ira, ha acceso in Sion un fuoco, che ne ha divorato le fondamenta.
412Né i re della terra né alcun abitante del mondo avrebbero mai creduto che l’avversario, il nemico, sarebbe entrato nelle porte di Gerusalemme.
413Così è avvenuto per via de’ peccati de’ suoi profeti, delle iniquità de’ suoi sacerdoti, che hanno sparso nel mezzo di lei il sangue dei giusti.
414Essi erravan come ciechi per le strade, lordati di sangue, in guisa che non si potevano toccare le loro vesti.
415"Fatevi in là! Un impuro!" si gridava al loro apparire; "Fatevi in là! Fatevi in là! Non lo toccate!" Quando fuggivano, erravan qua e là, e si diceva fra le nazioni: "Non restino più qui!"
416La faccia dell’Eterno li ha dispersi, egli non volge più verso loro il suo sguardo; non s’è portato rispetto ai sacerdoti, né s’è avuto pietà de’ vecchi.
417E a noi si consumavano ancora gli occhi in cerca d’un soccorso, aspettato invano; dai nostri posti di vedetta scrutavamo la venuta d’una nazione che non potea salvarci.
418Si spiavano i nostri passi, impedendoci di camminare per le nostre piazze. "La nostra fine è prossima", dicevamo: "I nostri giorni son compiuti, la nostra fine è giunta!"
419I nostri persecutori sono stati più leggeri delle aquile de’ cieli; ci han dato la caccia su per le montagne, ci han teso agguati nel deserto.
420Colui che ci fa respirare, l’unto dell’Eterno è stato preso nelle loro fosse; egli, del quale dicevamo: "Alla sua ombra noi vivremo fra le nazioni".
421Rallegrati, gioisci, o figliuola d’Edom, che dimori nel paese di Uts! Anche fino a te passerà la coppa; tu t’inebrierai e ti nuderai.
422Il castigo della tua iniquità è finito, o figliuola di Sion! Egli non ti manderà più in cattività; egli punisce l’iniquità tua, o figliuola d’Edom, mette allo scoperto i tuoi peccati.
51Ricordati, Eterno, di quello che ci è avvenuto! Guarda e vedi il nostro obbrobrio!
52La nostra eredità è passata a degli stranieri, le nostre case, a degli estranei.
53Noi siam diventati orfani, senza padre, le nostre madri son come vedove.
54Noi beviamo la nostr’acqua a prezzo di danaro, le nostre legna ci vengono a pagamento.
55Col collo carico noi siamo inseguiti, siamo spossati, non abbiamo requie.
56Abbiam teso la mano verso l’Egitto e verso l’Assiria, per saziarci di pane.
57I nostri padri hanno peccato, e non sono più; e noi portiamo la pena delle loro iniquità.
58Degli schiavi dominano su noi, e non v’è chi ci liberi dalle loro mani.
59Noi raccogliamo il nostro pane col rischio della nostra vita, affrontando la spada del deserto.
510La nostra pelle brucia come un forno, per l’arsura della fame.
511Essi hanno disonorato le donne in Sion, le vergini nelle città di Giuda.
512I capi sono stati impiccati dalle loro mani, la persona de’ vecchi non è stata rispettata.
513I giovani han portato le macine, i giovanetti han vacillato sotto il carico delle legna.
514I vecchi hanno abbandonato la porta, i giovani la musica dei loro strumenti.
515La gioia de’ nostri cuori è cessata, le nostre danze son mutate in lutto.
516La corona ci è caduta dal capo; guai a noi, poiché abbiamo peccato!
517Per questo langue il nostro cuore, per questo s’oscuran gli occhi nostri:
518perché il monte di Sion è desolato, e vi passeggian le volpi.
519Ma tu, o Eterno, regni in perpetuo; il tuo trono sussiste d’età in età.
520Perché ci dimenticheresti tu in perpetuo, e ci abbandoneresti per un lungo tempo?
521Facci tornare a te, o Eterno, e noi torneremo! Ridonaci de’ giorni come quelli d’un tempo!
522Ché, ora, tu ci hai veramente reietti, e ti sei grandemente adirato contro di noi!