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Italian Bible
Chapter # Verse # Verse Detail
11Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.
12Come è scritto nel profeta Isaia: egli ti preparerà la strada.
13Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri,
14si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
15Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
16Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico
17e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.
18Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».
19In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.
110E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba.
111E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».
112Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto
113e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
114Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
115«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
116Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
117Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
118E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
119Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
120Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.
121Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.
122Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
123Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:
124«Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».
125E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo».
126E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
127Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!».
128La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
129E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.
130La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
131Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
132Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.
133Tutta la città era riunita davanti alla porta.
134Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
135Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.
136Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce
137e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!».
138Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
139E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
140Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!».
141Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!».
142Subito la lebbra scomparve ed egli guarì.
143E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse:
144«Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro».
145Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.
21Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa
22e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.
23Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.
24Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico.
25Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
26Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro:
27«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?».
28Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori?
29Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?
210Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati,
211ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua».
212Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
213Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava.
214Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi».
215Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.
216Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?».
217Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».
218Ora i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
219Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.
220Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno.
221Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore.
222E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi».
223In giorno di sabato Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe.
224I farisei gli dissero: «Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?».
225Ma egli rispose loro: «Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni?
226Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatàr, e mangiò i pani dell'offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni?».
227E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!
228Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato».
31Entrò di nuovo nella sinagoga. C'era un uomo che aveva una mano inaridita,
32e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo.
33Egli disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!».
34Poi domandò loro: «E' lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?».
35Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell'uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata.
36E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
37Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea.
38Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui.
39Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero.
310Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo.
311Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».
312Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero.
313Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui.
314Ne costituì Dodici che stessero con lui
315e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.
316Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro;
317poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono;
318e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo
319e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.
320Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo.
321Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: «E' fuori di sé».
322Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni».
323Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana?
324Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi;
325se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi.
326Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire.
327Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo forte; allora ne saccheggerà la casa.
328In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno;
329ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna».
330Poiché dicevano: «E' posseduto da uno spirito immondo».
331Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare.
332Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano».
333Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
334Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!
335Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».
41Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva.
42Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento:
43«Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare.
44Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
45Un'altra cadde fra i sassi, dove non c'era molta terra, e subito spuntò perché non c'era un terreno profondo;
46ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò.
47Un'altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto.
48E un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno».
49E diceva: «Chi ha orecchi per intendere intenda!».
410Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro:
411«A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole,
412perché: perché non si convertano e venga loro perdonato».
413Continuò dicendo loro: «Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte le altre parabole?
414Il seminatore semina la parola.
415Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando l'ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro.
416Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la parola, subito l'accolgono con gioia,
417ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della parola, subito si abbattono.
418Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola,
419ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l'inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane senza frutto.
420Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l'accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno».
421Diceva loro: «Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere?
422Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce.
423Se uno ha orecchi per intendere, intenda!».
424Diceva loro: «Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più.
425Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
426Diceva: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra;
427dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.
428Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga.
429Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».
430Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?
431Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra;
432ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra».
433Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere.
434Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.
435In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva».
436E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.
437Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.
438Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che moriamo?».
439Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.
440Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?».
441E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».
51Intanto giunsero all'altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni.
52Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo.
53Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene,
54perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo.
55Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
56Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi,
57e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!».
58Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest'uomo!».
59E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti».
510E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione.
511Ora c'era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo.
512E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi».
513Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l'altro nel mare.
514I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto.
515Giunti che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.
516Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci.
517Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
518Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui.
519Non glielo permise, ma gli disse: «Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato».
520Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.
521Essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare.
522Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi
523e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva».
524Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
525Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia
526e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando,
527udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti:
528«Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita».
529E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.
530Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?».
531I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?».
532Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo.
533E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità.
534Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male».
535Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?».
536Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!».
537E non permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
538Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava.
539Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme».
540Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina.
541Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!».
542Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore.
543Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.
61Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono.
62Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani?
63Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui.
64Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua».
65E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì.
66E si meravigliava della loro incredulità.
67Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi.
68E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa;
69ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche.
610E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo.
611Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro».
612E partiti, predicavano che la gente si convertisse,
613scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
614Il re Erode sentì parlare di Gesù, poiché intanto il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risuscitato dai morti e per questo il potere dei miracoli opera in lui».
615Altri invece dicevano: «E' Elia» altri dicevano ancora: «E' un profeta, come uno dei profeti».
616Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare è risuscitato!».
617Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata.
618Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello».
619Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva,
620perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
621Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea.
622Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò».
623E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno».
624La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista».
625Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista».
626Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto.
627Subito il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa.
628La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre.
629I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
630Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato.
631Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare.
632Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte.
633Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero.
634Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
635Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo luogo è solitario ed è ormai tardi;
636congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare».
637Ma egli rispose: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?».
638Ma egli replicò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E accertatisi, riferirono: «Cinque pani e due pesci».
639Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull'erba verde.
640E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta.
641Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti.
642Tutti mangiarono e si sfamarono,
643e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci.
644Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.
645Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla.
646Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare.
647Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra.
648Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, gia verso l'ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
649Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «E' un fantasma», e cominciarono a gridare,
650perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!».
651Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi,
652perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito.
653Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret.
654Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe,
655e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse.
656E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
71Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme.
72Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate -
73i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi,
74e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame -
75quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?».
76Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: ma il suo cuore è lontano da me.
77Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini.
78Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
79E aggiungeva: «Siete veramente abili nell'eludere il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione.
710Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.
711Voi invece dicendo: Se uno dichiara al padre o alla madre: è Korbàn, cioè offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da me,
712non gli permettete più di fare nulla per il padre e la madre,
713annullando così la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
714Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene:
715non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo».
716.
717Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola.
718E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo,
719perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti.
720Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo.
721Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi,
722adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
723Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo».
724Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto.
725Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi.
726Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia.
727Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
728Ma essa replicò: «Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli».
729Allora le disse: «Per questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia».
730Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.
731Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
732E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano.
733E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;
734guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!».
735E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
736E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano
737e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
81In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro:
82«Sento compassione di questa folla, perché gia da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare.
83Se li rimando digiuni alle proprie case, verranno meno per via; e alcuni di loro vengono di lontano».
84Gli risposero i discepoli: «E come si potrebbe sfamarli di pane qui, in un deserto?».
85E domandò loro: «Quanti pani avete?». Gli dissero: «Sette».
86Gesù ordinò alla folla di sedersi per terra. Presi allora quei sette pani, rese grazie, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla.
87Avevano anche pochi pesciolini; dopo aver pronunziata la benedizione su di essi, disse di distribuire anche quelli.
88Così essi mangiarono e si saziarono; e portarono via sette sporte di pezzi avanzati.
89Erano circa quattromila. E li congedò.
810Salì poi sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta.
811Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
812Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione».
813E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra sponda.
814Ma i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo.
815Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!».
816E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane».
817Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito?
818Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate,
819quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici».
820«E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette».
821E disse loro: «Non capite ancora?».
822Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo.
823Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?».
824Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano».
825Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa.
826E lo rimandò a casa dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».
827Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi dice la gente che io sia?».
828Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti».
829Ma egli replicò: «E voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».
830E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.
831E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare.
832Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo.
833Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
834Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
835Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.
836Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?
837E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?
838Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».
91E diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza».
92Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro
93e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
94E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.
95Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!».
96Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.
97Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!».
98E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.
99Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti.
910Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.
911E lo interrogarono: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».
912Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma come sta scritto del Figlio dell'uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato.
913Orbene, io vi dico che Elia è gia venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».
914E giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi che discutevano con loro.
915Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo.
916Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?».
917Gli rispose uno della folla: «Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto.
918Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».
919Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me».
920E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando.
921Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia;
922anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci».
923Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede».
924Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità».
925Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l'ordino, esci da lui e non vi rientrare più».
926E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «E' morto».
927Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi.
928Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?».
929Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
930Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse.
931Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà».
932Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni.
933Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?».
934Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.
935Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti».
936E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro:
937«Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
938Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri».
939Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.
940Chi non è contro di noi è per noi.
941Chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa.
942Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.
943Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.
944.
945Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna.
946.
947Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna,
948dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
949Perché ciascuno sarà salato con il fuoco.
950Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».
101Partito di là, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l'ammaestrava, come era solito fare.
102E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E' lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
103Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
104Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
105Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.
106Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina;
107per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola.
108Sicché non sono più due, ma una sola carne.
109L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
1010Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse:
1011«Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei;
1012se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».
1013Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.
1014Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.
1015In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso».
1016E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.
1017Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?».
1018Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.
1019Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».
1020Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
1021Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».
1022Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
1023Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».
1024I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio!
1025E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
1026Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?».
1027Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».
1028Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
1029Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo,
1030che non riceva gia al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna.
1031E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».
1032Mentre erano in viaggio per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano stupiti; coloro che venivano dietro erano pieni di timore. Prendendo di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto:
1033«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani,
1034lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà».
1035E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo».
1036Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero:
1037«Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
1038Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo».
1039E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete.
1040Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
1041All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni.
1042Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere.
1043Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore,
1044e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.
1045Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
1046E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.
1047Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
1048Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
1049Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!».
1050Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
1051Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!».
1052E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.
111Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli
112e disse loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo.
113E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito».
114Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero.
115E alcuni dei presenti però dissero loro: «Che cosa fate, sciogliendo questo asinello?».
116Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare.
117Essi condussero l'asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra.
118E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi.
119Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
1110Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!
1111Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània.
1112La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame.
1113E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trovò altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi.
1114E gli disse: «Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti». E i discepoli l'udirono.
1115Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe
1116e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio.
1117Ed insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!».
1118L'udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento.
1119Quando venne la sera uscirono dalla città.
1120La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici.
1121Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: «Maestro, guarda: il fico che hai maledetto si è seccato».
1122Gesù allora disse loro: «Abbiate fede in Dio!
1123In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato.
1124Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato.
1125Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati».
1126.
1127Andarono di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli si aggirava per il tempio, gli si avvicinarono i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero:
1128«Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farlo?».
1129Ma Gesù disse loro: «Vi farò anch'io una domanda e, se mi risponderete, vi dirò con quale potere lo faccio.
1130Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
1131Ed essi discutevano tra sé dicendo: «Se rispondiamo "dal cielo", dirà: Perché allora non gli avete creduto?
1132Diciamo dunque "dagli uomini"?». Però temevano la folla, perché tutti consideravano Giovanni come un vero profeta.
1133Allora diedero a Gesù questa risposta: «Non sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
121Gesù si mise a parlare loro in parabole: «Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano.
122A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna.
123Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote.
124Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti.
125Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
126Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio!
127Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra.
128E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
129Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri.
1210Non avete forse letto questa Scrittura: è diventata testata d'angolo;
1211dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri»?
1212Allora cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono.
1213Gli mandarono però alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso.
1214E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?».
1215Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda».
1216Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare».
1217Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui.
1218Vennero a lui dei sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo interrogarono dicendo:
1219«Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello.
1220C'erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza;
1221allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente,
1222e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
1223Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie».
1224Rispose loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?
1225Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.
1226A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe?
1227Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore».
1228Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
1229Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore;
1230amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.
1231E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi».
1232Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui;
1233amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
1234Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
1235Gesù continuava a parlare, insegnando nel tempio: «Come mai dicono gli scribi che il Messia è figlio di Davide?
1236Davide stesso infatti ha detto, mosso dallo Spirito Santo: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi.
1237Davide stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio?». E la numerosa folla lo ascoltava volentieri.
1238Diceva loro mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze,
1239avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
1240Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave».
1241E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte.
1242Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.
1243Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.
1244Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
131Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!».
132Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta».
133Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte:
134«Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?».
135Gesù si mise a dire loro: «Guardate che nessuno v'inganni!
136Molti verranno in mio nome, dicendo: "Sono io", e inganneranno molti.
137E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.
138Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.
139Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro.
1310Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti.
1311E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.
1312Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte.
1313Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.
1314Quando vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti;
1315chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa;
1316chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.
1317Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!
1318Pregate che ciò non accada d'inverno;
1319perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà.
1320Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni.
1321Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là", non ci credete;
1322perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.
1323Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.
1324In quei giorni, dopo quella tribolazione, e la luna non darà più il suo splendore
1325e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
1326Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.
1327Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.
1328Dal fico imparate questa parabola: quando gia il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina;
1329così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.
1330In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute.
1331Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
1332Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre.
1333State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
1334E' come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.
1335Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,
1336perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.
1337Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!».
141Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo.
142Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo».
143Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo.
144Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato?
145Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
146Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona;
147i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre.
148Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura.
149In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».
1410Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù.
1411Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione opportuna per consegnarlo.
1412Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?».
1413Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo
1414e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
1415Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, gia pronta; là preparate per noi».
1416I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.
1417Venuta la sera, egli giunse con i Dodici.
1418Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà».
1419Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: «Sono forse io?».
1420Ed egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto.
1421Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Bene per quell'uomo se non fosse mai nato!».
1422Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».
1423Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.
1424E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti.
1425In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».
1426E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
1427Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto:
1428Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea».
1429Allora Pietro gli disse: «Anche se tutti saranno scandalizzati, io non lo sarò».
1430Gesù gli disse: «In verità ti dico: proprio tu oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte».
1431Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Se anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano anche tutti gli altri.
1432Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego».
1433Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia.
1434Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate».
1435Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora.
1436E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».
1437Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola?
1438Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole».
1439Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole.
1440Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
1441Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori.
1442Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
1443E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani.
1444Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta».
1445Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò.
1446Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.
1447Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio.
1448Allora Gesù disse loro: «Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi.
1449Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!».
1450Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono.
1451Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono.
1452Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.
1453Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi.
1454Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco.
1455Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano.
1456Molti infatti attestavano il falso contro di lui e così le loro testimonianze non erano concordi.
1457Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui, dicendo:
1458«Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò questo tempio fatto da mani d'uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d'uomo».
1459Ma nemmeno su questo punto la loro testimonianza era concorde.
1460Allora il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?».
1461Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?».
1462Gesù rispose: «Io lo sono! seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo».
1463Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni?
1464Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte.
1465Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: «Indovina». I servi intanto lo percuotevano.
1466Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote
1467e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù».
1468Ma egli negò: «Non so e non capisco quello che vuoi dire». Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò.
1469E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è di quelli».
1470Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo».
1471Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo che voi dite».
1472Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte». E scoppiò in pianto.
151Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato.
152Allora Pilato prese a interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici».
153I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse.
154Pilato lo interrogò di nuovo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!».
155Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò meravigliato.
156Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta.
157Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio.
158La folla, accorsa, cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva.
159Allora Pilato rispose loro: «Volete che vi rilasci il re dei Giudei?».
1510Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia.
1511Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba.
1512Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?».
1513Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!».
1514Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!».
1515E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
1516Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte.
1517Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo.
1518Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!».
1519E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui.
1520Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
1521Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.
1522Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio,
1523e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.
1524Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.
1525Erano le nove del mattino quando lo crocifissero.
1526E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva: Il re dei Giudei.
1527Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.
1528.
1529I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni,
1530salva te stesso scendendo dalla croce!».
1531Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha salvato altri, non può salvare se stesso!
1532Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.
1533Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.
1534Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
1535Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!».
1536Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce».
1537Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
1538Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso.
1539Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!».
1540C'erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome,
1541che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
1542Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato,
1543Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù.
1544Pilato si meravigliò che fosse gia morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo.
1545Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.
1546Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro.
1547Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.
161Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.
162Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole.
163Esse dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?».
164Ma, guardando, videro che il masso era gia stato rotolato via, benché fosse molto grande.
165Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura.
166Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto.
167Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto».
168Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.
169Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni.
1610Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto.
1611Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.
1612Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna.
1613Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere.
1614Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.
1615Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
1616Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
1617E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
1618prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
1619Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
1620Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.